‘Non riduciamo le spese'

CICONIO. La maggioranza ciconiese ha respinto un ordine del giorno presentato dal gruppo di opposizione "Ciconio Tricolore", avente come tema le misure per il contenimento di tutte le spese dell'Ente. Il documento era stato presentato, nei giorni scorsi, al sindaco dai consiglieri Ivan Barberis, Raffaella Riu, Graziano Colacicco e Fabio Perri.
Nel documento l'opposizione chiedeva che anche il Comune di Ciconio, considerato il momento di congiuntura internazionale, prendesse l'impegno per una riduzione del 10% di tutte le spese (consulenze, incarichi, contratti e quant'altro). A nome della giunta, il sindaco Pier Franco Melis ha sostenuto come il suo comune sia già costantemente impegnato in una concreta azione di contenimento e razionalizzazione delle uscite: nel chiedere il voto contrario della maggioranza sull'emendamento di Riu e colleghi, ha ribadito, tra le altre, la scelta del suo gruppo di rinunciare al gettone di presenza per le sedute consiliari.
«Risposta vaga - sostiene in un comunicato Ivan Barberis - poco sostenibile e difficilmente giustificabile coi numeri: abbiamo spiegato che la richiesta non era relativa alle indennità, considerato che anche quella di Melis è ridotta; quanto piuttosto a tutte le spese amministrative, dai contratti annuali di manutenzione alle spese di funzionamento del Comune, dalle consulenze alle collaborazioni temporanee».
«Restiamo convinti - concludono i rappresentanti di ‘Ciconio Tricolore' - dell'importanza dell'iniziativa, e segnaleremo puntualmente, operando quindi in maniera costruttiva, tutti gli ambiti di possibile risparmio in modo che i cittadini capiscano che la nostra non era una proposta demagogica, ma assolutamente realizzabile e con ovvii vantaggi, potendo così il Comune disporre di risorse da investire, per esempio, nel sociale. A nostro parere, si è persa l'occasione per dimostrare come anche un piccolo Comune possa essere virtuoso: non si può solo chiedere ai cittadini, occorre anche saper dare segnali chiari ed inequivocabili in direzione di una maggior oculatezza nella gestione del denaro pubblico». (s.s.)