A Cuorgnè, l'indignazione dell'Anpi
CUORGNE'.Era scesa in campo anche l'Anpi. E i sindaci canavesani del centrosinistra erano pronti a contattare il collega Bertot per esprimere tutta la loro disapprovazione per l'organizzazione del convegno sul saluto romano. Che poi il primo cittadino rivarolese non c'entrasse con l'iniziativa intrapresa dal presidente del Consiglio, promossa, per altro, in qualità di coordinaatore di An, non avrebbe fatto troppa differenza. A Rivarolo non esiste una sezione dell'Associazione nazionale partigiani, ma a Cuorgnè sì, e proprio da Cuorgnè si era levata, decisa, la protesta. «Avremmo chiesto, intanto, un'estrema attenzione alle forze dell'ordine e, se nell'ambito del convegno vi fossero state delle violazioni alla legalità, anche l'intervento della Magistratura - confida Sergio Clerico, figura storica della sinistra cuorgnatese e, per alcuni anni, sindaco di Borgiallo -. Francamente, in una regione come la nostra, tormentata dal processo di deindustrializzazione, dalla crisi economica, con giovani in cerca di un lavoro che non trovano, organizzare un convegno sul saluto romano ci era parso davvero inopportuno. Ma c'è un aspetto che ci induce comunque alla riflessione. Si sottovaluta sistematicamente, e ovunque, il fatto che amministratori possano essere di destra. Spesso è gente che porta con sé residui di pratica fascista». «Il 28 ottobre a Roma abbiamo assistito ad una sfilata con gagliardetti, immagini del Duce, ma la polizia non è intervenuta e quasi la totalità dei mezzi di informazione ha ignorato l'avvenimento - dice Vincenzo Viano, presidente onorario della sezione cuorgnatese dell'Anpi -. Iniziative come quelle intraprese a Rivarolo, non andata in porto per fortuna, avrebbero richiesto l'intervento dei nostri parlamentari».
«Il capo del governo e i suoi collaboratori non hanno mai preso le distanze da manifestazioni che avrebbero dovuto essere condannate, in compenso hanno tagliato i fondi all'Anpi - osserva Maria Pina Braggio, un passato da amministratore nel comune di Cuorgnè e componente del direttivo dell'Associazione partigiani -. Se vuoi trasmettere valori di tolleranza, di pace, devi allontanarti da certe ostentazioni. Il fatto che Fini abbia cercato di rinnovare il suo partito è una mossa che lascia il tempo che trova. La destra è destra e i valori sono quelli trasmessi dal fascismo». Intanto, a Rivarolo, dopo il manifesto per il "Giorno della Memoria" l'amministrazione ha già affisso sui muri della città quello per la "Giornata del ricordo", dedicato ai martiri delle foibe e degli esuli istriani, fiumani e dalmati. Un anno fa, proprio un convegno sulle foibe alla sala Lux suscitò un vespaio tanto che il dibattito approdò in Consiglio. Come avverrà anche per il convegno, mai svolto, sul saluto romano. (m.mi.)