Dietro front di Papotti (An) sul convegno

RIVAROLO. Un terremoto. Non si terrà il convegno sul saluto romano, promosso da Franco Papotti, coordinatore di Alleanza Nazionale per il collegio camerale 17, programmato per venerdì prossimo nella sede di An, a Rivarolo. E il presidente del consiglio comunale ha dato la disponibilità a rimettere alla volontà dello stesso consiglio l'incarico conferitogli ad inizio mandato. Come dire: «Mi dimetto, se l'assemblea lo riterrà necessario». Inutile ipotizzare quanto potrà accadere nella prossima seduta.
Resta il fatto che Papotti non la presiederà, una sorta di "cartellino rosso" che potrebbe tramutarsi anche in una "squalifica" a tempo indeterminato. «Il convegno lo annullo per ragioni di ordine pubblico, visto quanto sta succedendo - dice il coordinatore di An -. Ma resto dell'idea che l'iniziativa fosse buona, mossa anche dal desiderio di affrontare, sotto l'aspetto giuridico, un tema di stretta attualità. E dato che qualcuno ha voluto confondere il mio ruolo politico con quello istituzionale, mi rendo anche disponibile a non ricoprire più l'incarico di presidente del consiglio comunale, se il consiglio lo vorrà».
Tutto era cominciato giovedì scorso con la diffusione, da parte del'ufficio comunicazione di An, del convegno programmato per venerdì 10 febbraio, alle 21, nella sede di corso Torino 95. Il tema che avrebbe dovuto essere affronera "Il saluto romano: riflessioni storiche, giuridiche e culturali", con relatore proprio Papotti. «Abbiamo avvertito l'esigenza di organizzare questo convegno dopo che alcune persone, evidentemente incuriosite dalle recenti cronache sportive calcistiche, ci domandavano se al giorno d'oggi fosse o meno lecito tendere il braccio destro in segno di saluto - aveva spiegato Papotti -. Il saluto a palmo aperto risale in realtà ai tempi dell'antica Roma, quale gesto di omaggio del popolo al passaggio dell'Imperatore. Esso, come per altro il fascio littorio, che addirittura era già in uso tra gli Etruschi, è dunque uno dei simboli più antichi della nostra storia e in quanto tale non deve diventare oggetto di strumentalizzazione da parte di questa o di quella compagine politica».
«Anche da un punto di vista strettamente giuridico - puntualizzava il coordinatore di An -, credo di poter rilevare l'assenza di reati nel gesto in sé e per sé considerato. Non sempre con il semplice gesto del saluto romano si violano quelle norme che vietano e puniscono la riorganizzazione del disciolto partito fascista o l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali o ancora l'istigazione a delinquere o l'apologia del fascismo. In altri termini, ogni comportamento umano, prima di essere giudicato, dev'essere necessariamente e correttamente contestualizzato nel tempo e nello spazio. In molti casi, dunque, anche un gesto quale quello di cui stiamo parlando potrà essere considerato lecito e privo di profili di illegittimità». Assoluzione piena, dunue, per Paolo Di Canio, reo d'aver salutato romanamente la curva degli ultrà della Lazio durante la partita col Livorno? Sembrerebbe di sì. Sta di fatto che anche all'interno di "Riparolium", ovvero la maggioranza rivarolese, in pochi avrebbero gradito l'iniziativa di Papotti. Il risultato è l'annullamento repentino del convegno, come detto, le "quasi" dimissioni del presidente del consiglio comunale e un'assemblea, a questo punto, che non si sa da chi potrà essere presieduta, visto che la telenovela della vicepresidenza del consiglio (l'opposizione, dopo le dimissioni di Carmen Minnuto, non la reclama e la maggioranza non sa a chi affidarla) prosegue ormai da mesi.
Mauro Michelotti