Sopralluoghi Aipo argine per argine

IVREA.Una serie di sopralluoghi, argine dopo argine, zona dopo zona. Sono in programma con i responsabili dell'Aipo, l'Agenzia interregionale per il fiume Po lungo tutti i lavori già realizzati e in corso d'opera nel nodo idraulico di Ivrea per mettere in sicurezza il territorio. Gli ingegneri devono rendersi conto direttamente della situzione in modo da organizzare i lavori mancanti e completare quelle che sono giudicate inefficienze gravi sul funzionamento corretto del complesso sistema di protezione dei centri abitati come, ad esempio, la mancanza di pompe per aspirare l'acqua. Costruire gli argini, infatti, costituisce il primo passo. La seconda partita, invece, la più complessa e delicata, è quella della manutenzione.
I Comuni hanno stipulato con Aipo una convenzione per gestione, manutenzione e vigilanza delle opere. Capofila dei Comuni è Pavone. Alla convenzione hanno aderito Fiorano, Ivrea, Montalto Romano e Samone. Spiega Valter Catozzi, vicesindaco di Pavone: «Il nostro Comune è capofila di questa convenzione perchè Ivrea avrebbe avuto problemi rispetto al Patto di Stabilità. Noi ci siamo fatti avanti». Il punto? «Questa è una fase transitoria. L'Aipo sta infatti prendendo in consegna gli argini e, per questo sta organizzando una serie di sopralluoghi». Visita diretta sul campo, constatazione delle arginature, visita alle chiaviche. «Per ogni punto - spiega Catozzi - è stilata una relazione con tutti i problemi da risolvere. Si elencano le questioni legate alle carenze di manutenzione e quelle, invece, a carattere funzionale».
Che servano le pompe, ad esempio, a Banchette è stato evidenziato più volte. «L'Aipo - aggiunge Catozzi - ha promesso l'acquisto delle pompe mobili nell'ambito dell'appalto per la costruzione degli argini di Ivrea e Romano». Ci sono poi altri problemi, che gli ingegneri Aipo stanno monitorando, come l'attestamento degli argini sulla collina a Banchette.
Secondo la convenzione, ai Comuni toccherà la manutenzione ordinaria mentre l'Aipo dovrà programmare tutti gli interventi straordinari in base alle priorità. «La convenzione che abbiamo stipulato - osserva il vicesindaco di Pavone - è aperta proprio per consentire la soluzione dei problemi e pianificare il lavoro futuro. La gestione completa degli argini sarà consegnata a noi nel prossimo mese di giugno. Va detto che la situazione, oggi, non è drammatica ed è sicuramente meglio che in passato. Certo, molti lavori devono ancora essere portati avanti, ma molto è stato fatto».
E rispetto alle preoccupazioni espresse dal Comitato "Banchette Viva" e del sindaco Maurizio Cieol? «Sicuramente è vero - sottolinea Catozzi - che, all'inizio, tutti i progetti contemplavano l'incile e che, nel tempo, c'è stato un accumulo di limo e la base si è alzata. Va osservato anche, però, che della questione si sono occupati eminenti studiosi ed esperti di idraulica e dinamiche fluviali che sono arrivati a conclusioni diverse -. Io di mestiere faccio tutt'altro, non ho conoscenze scientifiche per dimostrare il contrario. E' certo che ognuno si assumerà le sue responsabilità».
Ma gli amministratori? «Noi conosciamo il territorio e dobbiamo insistere sulle verifiche, sui controlli e sui monitoraggi - conclude Catozzi -. Personalmente, se devo spendere parole per la sicurezza, vorrei puntare l'attenzione su quanto accade a valle, sul rio Ribes che non è in buone condizioni. Lo studio, infatti, non contempla tutto ciò che potrebbe accadere a valle del nodo idraulico». (ri.co.)