«Giusto pensare al nuovo ospedale della città»

IVREA. A giorni il sindaco Grijuela incontrerà il direttore generale dell'Azienda Sanitaria Locale numero 9 di Ivrea e Canavese, Il primo cittadino vuole confrontarsi con Carmelo Del Giudice, per definire la strada che dovrà percorrere la sanità locale alla luce del nuovo Piano Sanitario elaborato dalla Regione Piemonte e che, prima ancora di divenire definitivo, sta già facendo molto discutere e accendendo il dibattito politico ai più diversi livelli. Grijuela si fa così portavoce dell'intero consiglio comunale, il quale, la scorsa settimana, aveva approvato un ordine del giorno sull'argomento.
Per mezzo di quel documento l'assemblea comunale chiedeva un confronto approfondito fra l'ente sanitario e gli amministratori sul nuovo e importante documento regionale. «Affronteremo varie questioni cruciali che mi serviranno sia per redigere la mia relazione di fine mandato, che scade ad aprile, che per predisporre un piano locale contenente vari suggerimenti per la definizione della sanità eporediese del futuro» rimarca Del Giudice.
Quindi il direttore aggiunge: «Non mi stupisce affatto la decisione di Grijuela di volersi impegnare per costruire un nuovo ospedale che serva esclusivamente a Ivrea e non all'intero Canavese. Il Piano dell'assessore Valpreda pare proprio che vada in questa direzione».
Secondo Del Giudice alcuni amministratori e politici sono rimasti eccessivamente colpiti, in senso negativo, dalle quattro righe che il documento regionale riserva all'AsL 9 per i presidi ospedalieri. Quattro righe che così recitano: "Il progetto della passata amministrazione regionale di costruire un nuovo ospedale unico del Canavese appare oggi più un'ipotesi che non un programma a tempi brevi".
Il direttore generale dell'Asl 9 suggerisce invece di leggere attentamente il capitolo riservato alla rete ospedaliera del Piemonte, il quale evidenzia l'intenzione della Regione di effettuare una capillare revisione proprio dei presidi ospedalieri. Nel documento infatti si precisa che "sarà compiuta un'analisi delle condizioni impiantistiche e strutturali degli stabilimenti ospedalieri, per stabilire le possibili ristrutturazioni o eventualmente l'edificazione di nuovi".
Del Giudice e Grijuela parleranno poi della costruzione del nuovo Poliambulatorio nell'area dell'ex Montefibre, anche questa una struttura di cui si è molto parlato nella passata tornata amministrativa e sulla quale la città conta.
L'Asl 9 ha già a disposizione circa 10 miliardi di vecchie lire per la nuova struttura. Questa dovrà ospitare i servizi ora dislocati a Casa Molinario (prenotazioni, prelievi) insieme a quelli dislocati all'ex Inam in corso Nigra, compresi gli ambulatori per la libera attività professionale dei medici. I due amministratori dovranno stabilire le varie modalità di cessione del terreno sulla sponda destra della Dora, sul quale sorgerà il Poliambulatorio.
Mentre per l'ospedale tutto resta da decidere, per il poliambulatorio c'è invece la certezza che sarà realizzato, anche se per ora è previsto soltanto il primo lotto dei lavori. Il denaro per il secondo lotto dovrà essere ricavato dalla vendita dell'edificio ex Inam di proprietà dell'Asl.
«Entro il 2008 - rileva Del Giudice - Ivrea potrebbe disporre della moderna struttura che sarà adatta alla funzione per cui deve essere costruita, rispetto a quelle usate oggi che non sono di proprietà dell'Ente Sanitario. Senza contare che risparmieremo non poco denaro ora destinato al pagamento degli affitti». L'attesa dei cittadini per il futuro della sanità canavesana resta grande, tutti si augurano che le future scelte regionali ne tengano conto e non penalizzino gli utenti.
Giuliana Airoldi