Così l'arte può salvare la memoria

IVREA. «L'8 giugno o forse il 10 del 1939 mio padre venne a sapere all'improvviso, durante una prova, di essere stato licenziato, in applicazione delle leggi razziali, dal suo posto di viola nell'orchestra dell'Eiar a Torino». Così scrive Aldo Zargani nel suo libro autobiografico "Per violino solo". Lo cita Antonio Cassarà che, con Elvio Di Martino ha ideato "Entartete Musik: (de)generazioni Note", il concerto di autori discriminati e perseguitati dal nazifascismo al Teatro "Giacosa".
Così, a Ivrea, si è onorato il Giorno della Memoria per gli studenti e i cittadini. Dal palcoscenico Cassarà ricorda "L'affaire Stravinsky", con l'imposizione al grande maestro, nel 1938, di cancellare dal programma, che avrebbe dovuto dirigere, il Secondo Concerto per pianoforte e orchestra di Vittorio Rieti. E proprio a Rieti, Stravinsky, Mihaud, Schuloff e Hass, compositori costretti a riparare oltreoceano o uccisi nei campi di sterminio, il concerto eporediese ha voluto rendere giustizia e dedicare un ricordo, nel monito che mai più abbiano a verificarsi simili barbarie.
«L'iniziativa si deve alla collaborazione di molti - ha ricordato Andrea Benedino, rivolgendo il proprio "grazie" alla Comunità Ebraica sezione di Ivrea e a tutti gli altri enti promotori -. Il senso del concerto, eseguito dal Quintetto Altair-Fiati dell'Orchesta Sinfonica Nazionale della Rai, è quello di voler celebrare la Memoria di ciò che è stato, dell'Olocausto, della tragedia del nazifascismo e dello sterminio degli ebrei e di tutti gli uomini e donne deportati e massacrati nei campi di concentramento e di sterminio. Una celebrazione in musica perché, come scrisse Zargami "Sono convinto, proprio per la mia esperienza, che solo l'arte può salvare la memoria"». «Tutti noi siamo qui per non dimenticare - ha aggiunto il Sindaco Grijuela -. Ed è soprattutto ai giovani che dobbiamo rivolgere questo invito a ricordare e a non permettere che possano prevalere, come in quegli anni apparentemente lontani, l'intolleranza, il fanatismo, la xenofobia e il rifiuto della diversità». (fr.fa.)