Edifici scolastici, oggi più sicuri
IVREA. Il comune di Ivrea ha ottenuto 100 mila euro dalla Regione Piemonte quale finanziamento dei lavori di messa a norma della scuola d'Infanzia di San Giovanni. L'intervento costa complessivamente 155 mila euro e sarà realizzato all'inizio dell'estate. Si tratta della penultima opera inserita nel programma, redatto dalla giunta, per la messa in sicurezza degli edifici pubblici.
Alla scuola di San Giovanni verrà rifatto così l'impianto elettrico, si sostituiranno i serramenti e i servizi esterni e si inserirà l'impianto di rilevazione incendi.
Per completare il programma manca l'intervento sulla materna di via Dora Baltea, che si effettuerà nell'estate 2007, per un costo di 133 mila euro. «Il comune di Ivrea è uno dei primi in Italia che riesce a concludere gli interventi sulle scuole, richiesti dalla legge 626 sulla sicurezza, in tempo e quasi unicamente con mezzi propri - spiega l'assessore alle Politiche educative e ai sistemi scolastici Andrea Benedino -. Gli interventi, partiti durante la passata amministrazione Grijuela, hanno comportato finora una spesa complessiva di 3 milioni 246 mila euro. Siamo riusciti così, con le nostre forze, ad eccezione del finanziamento per San Giovanni e un altro ancora dell'ammontare di circa 100 mila euro, a mettere a norma le nostre scuole che oggi non solo sono sicure ma dotate di ampi spazi e in buono stato. Per penuria di denaro abbiamo dovuto rinunciare al progetto di costruire una nuova scuola d'infanzia in via Dora Baltea. Manterremo pertanto quella oggi funzionante, anche se sarà sottoposta a un intervento di miglioria. Tale plesso è molto apprezzato dai genitori per la posizione in cui si trova, alle porte, tra l'altro, del nuovo quartiere che sarà presto edificato».
Nei prossimi anni l'assessorato chiuderà la scuola elementare Sant'Antonio, come programmato da tempo. Attualmente funzionano tre classi, dalla terza alla quinta. Alla fine dell'anno scolastico Benedino contatterà i genitori degli allievi che dovranno frequentare le classi quarte e quinte, per stabilire, insieme, se gli studenti dovranno rimanere in tale plesso oppure essere spostati alla Massimo D'Azeglio. Intanto l'assessorato, insieme con la ditta che gestisce la refezione scolastica, si è attivato per poter proporre l'anno prossimo i buoni pasto elettronici. Con tale novità gli allievi delle scuole dell'obbligo potranno pagare soltanto per il pasto effettivamente consumato.
In queste ultime settimane, Benedino è rimasto colpito piuttosto negativamente dalla "competizione sfrenata" delle scuole superiori di Ivrea, adottata per accaparrarsi gli alunni delle classi terze, che si devono iscrivere appunto ad un corso di studi dopo il diploma di licenza. «Ho più volte constatato il buon funzionamento degli istituti superiori della città - dice Benedino - e pertanto sono stupito della guerra che tali scuole intraprendono fra loro nel periodo delle iscrizioni. Ogni Istituto deve pubblicizzare i suoi contenuti e non "vendere" all'utenza "il prodotto" decantando i laboratori e tanti altri accessori. Le mie perplessità sono condivise da diversi residenti e persone legate al mondo della scuola». «L'offerta formativa dei licei, negli ultimi anni, è notevolmente accresciuta - aggiunge l'assessore - e questo fatto è positivo. Ma non bisogna dimenticare l'importanza, che assume oggi, la formazione tecnologica, messa forse in secondo piano nella nostra zona e a torto. Mi chiedo infatti se oggi ci sia così tanto bisogno di studenti licenziati dai licei oppure di persone che hanno seguito un percorso di studi finalizzato al lavoro». (g.a.)