Il Grap distribuisce ‘faseuj e quaiette'

RIVAROLO.Il Grap, ovvero il Gruppo ricreativo amicizia Pasquaro, ha rinnovato il direttivo. Alla guida del sodalizo rivarolese è stato riconfermato Antonio Michela. Due sono i vice presidenti, Francesco Bardessono e Giuseppe Rosa Sivilin. Le funzione di segretario verranno espletate da Franco Vittone; quelle di cassiere, da Giovanni Nicolinti. A Loretta Perucca, un nuovo ingresso nell'esecutivo, è stata affidata la revisione dei conti. Natale Merlo è l'economo. Chiudono il direttivo, in qualità di consiglieri, Aldo Berardo, Franco Coppo, Cesare Merlo e Mario Vota.
Ne ha fatta di strada il Grap, in questi anni. Costituito nel 1991, dopo una riunione tra residenti presso l'asilo di quella che oggi è la frazione più polosa di Rivarolo, il gruppo si è battuto per anni per disporre di una struttura dove ritrovarsi. Quell'edificio, inaugurato nel 2005, è oggi una realtà e il salone polivalente di via Santa Caterina è diventato, ormai, il naturale punto d'incontro. Lì si svolgono le più importanti manifestazioni promosse nel corso dell'anno, molte delle quali di taglio musicale. Questo sabato 28 gennaio, per esempio, dalle 21 in poi si potrà ballare, mentre domenica 29, dalle 10 del mattino, sino ad esaurimento delle scorte, verranno distribuiti ‘faseuj e quaiette'. In febbraio, poi, andranno in scena la tradizionale "Festa dei nonni", quella di San Valentino con il ballo in maschera e ancora tanti altri appuntamenti danzanti.
«Nella parola Grap, c'è una vocale, la a, in mezzo a tre consonanti. La a sta per amicizia, e vuol dire fusione tra tante divisioni, un cuore solo, dunque. L'augurio è che questo locale sia per tutti uno stringersi assieme» aveva sottolineato don Giovanni Bonino, il parroco, durante la benedizione della struttura, il giorno dell'inaugurazione. E proprio l'amicizia è nel dna del sodalizio.
Per chi volesse conoscere da vicino il Grap basta partecipare ad una delle serate musicali in programma il sabato, a partire dalle 21. Allegria, divertimento e amicizia, appunto, non mancheranno. (m.mi.)