Ancora polemiche a Canischio
CANISCHIO. Continua la polemica a distanza tra minoranza consiliare della Lega Nord e il sindaco di Canischio, Dario Donna. Dopo le due sedute di fine anno (la prima saltata proprio perché gli esponenti del Carroccio, uscendo dall'aula, hanno fatto mancare il numero legale, e la seconda riconvocata due giorni dopo, svoltasi senza la partecipazione, per protesta, della minoranza), l'opposizione leghista torna a tuonare contro il primo cittadino. «Il sindaco dice che manca la coesione al nostro gruppo» riferisce il capogruppo Massimo Genovesio.
«Donna cita il consigliere Ripa, ma quest'ultimo si trova tutt'ora, per ragioni di lavoro, a Verbania, e non può essere a conoscenza delle vicende recenti del consiglio di Canischio - aggiunge Massimo Genovesio -. Ripa ci ha già anticipato che se dovesse perdurare questa situazione relativa al trasferimento per lavoro provvederà quanto prima a rassegnare le dimissioni. La coesione manca invece alla maggioranza del primo cittadino. In giunta, infatti, figurano assessori che non rispondono all'appello del sindaco da tempo, ma non mi sorprende, visto che alla fine del mandato precedente Donna rischiò di perdere quasi tutta la maggioranza».
«Avrei voluto nel consiglio "saltato" fare domande al capogruppo, ma era assente, oppure all'assessore al bilancio, ma non c'era, o quello ai lavori pubblici, anche lui da un'altra parte - aggiunge Genovesio -. Come poteva essere regolare una variazione di bilancio senza la presenza degli interessati? Sulla mozione di censura che il sindaco intenderebbe presentare, poi, credo sia la cosa migliore che possa fare. A forza di censurare la gente si stufa e ne trae le conseguenze. E sulla possibile convocazione dei consigli a mezzogiorno del sabato, questo farà sì che il nostro gruppo non potrà mai essere presente, viste le professioni di lavoro autonomo che esercitiamo. Ma è un comportamento che non stupisce e non stupirà. Noi non siamo e non saremo disposti ad assecondarlo e troveremo sempre il modo di fare capire alla gente che non è quella la via della democrazia».
«Donna, stigmatizzando la nostra uscita dal Consiglio di fine dicembre, afferma che quando era in minoranza lui, pur avendo la possibilità di comportarsi allo stesso modo, responsabilmente perferì non farlo - rimarca, ancora, il capogruppo della Lega Nord -. Io sono stato all'opposizione con l'attuale sindaco, ma mi ricordo che non si presentò mai l'occasione di uscire dall'aula ed invalidare il Consiglio. Conoscendo l'aspra lotta che c'era allora, a Canischio, credo che se gli si fosse presentata un'opportunità del genere non ci avrebbe pensato due volte e questo lo può confermare un suo consigliere che da rivale è diventato un suo alleato». «Mi auguro che Donna non voglia tenere corsi di democrazia ma metta in conto di cercare di dare umilmente lezioni di umanità per gli anni in cui sarà amministratore - conclude Massimo Genovesio -. Gli uomini non sono contenitori che una volta svuotati si possono gettar via».
Mauro Michelotti