Il regista Woddy Allen al Politeama e ‘Narnia' al Politeama

Woody Allen festeggia i settant'anni col nuovo film Match Point(al Politeama), diverso dai precedenti e non soltanto perché non ne è l'interprete.
Il titolo si riferisce a quel momento decisivo di una partita di tennis: se la palla colpisce la parte alta della rete, per una frazione di secondo, non sappiamo se la supererà. Può determinare la vittoria o la sconfitta. In realtà potrebbe benissimo intitolarsi, parafrasando e capovolgendo Dostoevskij, "Delitto senza castigo", perché è un intenso thriller giallo-sentimentale.
A Londra il giovane Chris (Jonathan Rhys-Meyers), irlandese di umili origini ma molto ambizioso e arrivista, conosce e diventa amico del ricco aristocratico Tom, ne sposa la sorella Chloe, che lo introduce negli affari. Ha davanti a sé la carriera che ha sempre desiderato se non perdesse la testa per Nola (Scarlett Johansson), un'attricetta americana, ex fidanzata di Tom, mettendola incinta e rischiando di mandare in fumo i suoi progetti, perché la donna non si accontenta del ruolo di amante. Così Chris è costretto a scegliere: sesso o denaro? Lui mette in pratica un piano diabolico...
* * * Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l'armadiodi Andrew Adamson (al Boaro), è un kolossal fantasy tratto dall'omonima saga del medievalista inglese C.S. Lewis, un collega di Tolkien, l'autore del Signore degli anelli. Ambientato sotto i bombardamenti nazisti a Londra durante la seconda guerra mondiale, narra di quattro ragazzi, ospitati nella villa di campagna di un misterioso professore, che scoprono, dietro un polveroso armadio, l'accesso verso un altro mondo, quello magico di Narnia (il nome è quello latino della città umbra di Narni).
In questo luogo, avvolto da nevi eterne e popolato da animali parlanti e creature mitologiche (fauni, centauri e ciclopi), il buon re Leone Aslan, dopo una serie di spettacolari avventure contro i cattivi di turno, si sacrificherà, ucciso dalla Strega Bianca (Tilda Swinton), per risorgere e salvare Narnia dal perenne inverno. Molti hanno visto in questa storia precisi riferimenti alla passione di Cristo e il film è diventato negli Usa il manifesto dei "neo-con", i religiosi più fanatici.
Flavio Ruffatto