OliIt, ora c'è la cassa
IVREA.Alla fine, il decreto che concede la proroga di sei mesi della cassa integrazione di OliIt, è stato firmato dal ministro. Lo ha comunicato ieri pomeriggio la Regione alle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici, dopo che erano state annunciate altre clamorose iniziative di protesta. Mercoledì, i lavoratori di OliIt e Cms, avevano marciato dritti sull'autostrada Torino-Aosta. Nell'elenco delle richieste da presentare al ministero, sopra tutte, c'era la questione della cassa integrazione. Che, riassunta, significa avere la possibilità di non interrompere l'erogazione delle spettanze per mesi. Gli ultimi soldi, infatti, i lavoratori li avevano incassati a metà ottobre e, se non fosse arrivato il decreto entro venerdì, con ogni probabilità, fino a febbraio non avrebbero potuto avere alcun sussidio. Una situazione insostenibile, tanto da arrivare al blocco dell'autostrada. E se la notizia della firma del decreto dà un po' di respiro ai lavoratori ed incassa la soddisfazione del consigliere regionale Sdi Luigi Ricca, l'assemblea di questa mattina, lunedì 5 dicembre, resta convocata sia per OliIt che Cms. I problemi da risolvere, infatti, sono tantissimi. Per OliIt si parla ormai da mesi della ricollocazione dei lavoratori nel Polo della pubblica amministrazione. C'è un protocollo di intesa firmato con gli enti locali, ma ancora non si è passati ad una fase operativa. La riunione di martedì, alla presenza dell'assessore provinciale alle Attività Produttive Giuseppina De Santis, del vicepresidente della giunta regionale Gianluca Susta e dell'assessore al Lavoro Angela Migliasso è stato deludente. Nell'assemblea di mercoledì mattina, i commenti dei lavoratori erano al vetriolo, soprattutto alla luce dei racconti su alcuni scambi di battute avvenuti nel corso della riunione con le istituzioni. Cerca una via diplomatica Federico Bellono, funzionario Fiom: «Il progetto è ancora fermo ai preliminari. Francamente, abbiamo l'impressione che i diversi soggetti istituzionali, che pure hanno sottoscritto insieme il protocollo, parlino tra loro poco e male». Quindi? «Quindi ribadiamo la necessità di un tavolo politico per affrontare la situazione e chiediamo un nuovo passaggio a Roma, dove vogliamo una convocazione da parte dell'onorevole Gianfranco Borghini, coordinatore delle Iniziative per l'Occupazione a Palazzo Chigi», continua. Venerdì sera, l'unica novità dopo la clamorosa protesta, era riferita all'avvenuta firma del decreto che consente l'erogazione della cassa integrazione straordinaria. Sul resto, invece, ancora silenzio. E intanto c'è chi cerca di guardare lontano e di fronte vede un baratro: «Gli ammortizzatori sociali finiranno ad aprile. Non vorremmo trovarci in una situazione in cui l'unica prospettiva è la mobilità». (ri.co.)