L'Italia dei Valori scarica l'assessore Barberis
IVREA. E' ormai rottura aperta fra il gruppo consiliare dell'Italia dei Valori, formato da Franco Remotti e Sergio Barone e il suo assessore Laura Barberis. Una tensione ora inserita fra i punti principali all'ordine del giorno della verifica di maggioranza, prevista mercoledì sera. Nei giorni scorsi il capogruppo Remotti ha inviato infatti una lettera,"strettamente privata", al sindaco Grijuela.
Pur riconoscendo che Barberis ha lavorato ed espletato i propri compiti in modo dignitoso, Remotti solleva pesanti critiche circa lo scarso impegno dell'assessore nel tenere un filo diretto fra le segreterie provinciali e regionali del partito e soprattutto con il gruppo consiliare di Ivrea. «Non c'è più sintonia fra noi - dichiara perciò il capogruppo del partito Di Pietro -. Noi siamo un piccolo movimento che ha bisogno di salvaguardare la propria identità. Non mi sembra che Barberis lo stia facendo. Anzi: di recente in alcuni incontri pubblici non si è presentata neppure come esponente dell'Italia dei Valori. Tramite la lettera ho dunque fatto conoscere al sindaco questo nostro malessere. Ora mi rimetto a lui e attendo di sapere come risponderà alle critiche da me sollevate e condivise dalle segreterie provinciali e regionali».
Ma il sindaco, dopo aver esaminato nel dettaglio la delicata questione, ha le idee piuttosto chiare, anche perché il "disagio" manifestato da Remotti non è storia recente. Quando infatti Grijuela, nel giugno 2003, scelse di nominare Barberis (la candidata consigliere più votata della lista) ci fu subito una forte opposizione da parte della segreteria regionale, che pensava di assegnare a un torinese un assessorato nella giunta di Ivrea.
Si ebbero al riguardo non poche pressioni della segreteria, ma inutili, sul neo sindaco. «Non intendo assolutamente entrare nelle questioni relative ai rapporti interni al singoli partiti, compreso quello cui appartengo - dichiara oggi, con forza, Grijuela -. Il sindaco ha il compito, per legge, di nominare gli assessori, scelti fra i politici o i tecnici. Due anni fa ho compiuto delle scelte che oggi difendo».
«Nei confronti di Laura Barberis - prosegue il sindaco - non ho critiche da esternare. Si è impegnata nello svolgimento dei propri compiti, ha lavorato con metodo e in modo efficace. Gode della mia fiducia, come di quella dei suoi colleghi di giunta. Mi spiace per quello che sta accadendo ma non posso certo togliere la delega a una persona che finora non mi ha deluso. Invito infine i partiti a dialogare al loro interno e fra di loro. Un metodo politico che può evitare dannosi fraintendimenti». E tra i "fraintendimenti" va forse anche catalogata la maliziosa ipotesi avanzata da qualcuno, e ripresa da un quotidiano nei giorni scorsi, e cioè che nella "sfiducia" alla Barberis dai compagni di partito abbia avuto un notevole peso anche il suo rapporto sentimentale con un esponente dei Ds. (g.a.)