Camper in Canavese
MONTALTO. Le sagre attirano turisti fuori porta? Quella del cavolo pare proprio di sì. Merito non solo degli organizzatori della sagra, ma anche di chi organizza il raduno camper. L'anno scorso è stato un successo con più di 300 camper fra cui anche un gruppo targato Usa. Quest'anno, neve e intemperie che hanno bloccato le strade italiane, hanno anche ridotto il numero di camperisti affezionati.
Senza però abbassare troppo la media rispetto al 2004, perché di case su ruote se ne contavano lo stesso più di duecento. Ad organizzare il settimo raduno camperistico del Coj Ariss è stata l'associazione Muschin del Canaveis, il gruppo di Scarmagno sito in via Pezza, nato nel 1997, e che conta una sessantina di soci. Il gruppo è capitanato da Gianni Ronchi che spiega orgoglioso il perché di tanto successo: «La sagra del cavolo è sicuramente una manifestazione importante, ben articolata e ben organizzata. Ed è un ottimo richiamo turistico, per questo abbiamo pensato di organizzare qui il raduno. La partecipazione e la curiosità dei camperisti non viene mai a mancare». Domenica mattina si è svolta la classica sottoscrizione a premi che ha radunato intorno al gazebo-base dei muschin, una vera folla con tanti bigliettini colorati in mano: in palio una bicicletta, un barbecue e altri gadget. Prima dell'estrazione, tutti fuori a far colazione insieme, nonostante la mattinata gelida. L'associazione ha offerto tè caldo e croissant. Poi i discorsi di rito dell'associazione e del sindaco di Montalto Renzo Galletto. E le consegne delle targhe ricordo: quella al camperista che arrivava più da lontano è stata consegnata a Umberto Credente da Modena. Poi è stata la volta della targa al camperista più anziano: Luciano Manzi, 85 anni, di Angera. Infine c'è stato lo scambio di targhe tra l'associazione e l'amministrazione di Montalto, in segno di riconoscenza e di amicizia. «Il raduno rappresenta il momento più turistico di tutta la sagra - spiega Galletto - e sono grato a tutti i camperisti che hanno deciso di venire a conoscere Montalto e la sua festa. Loro si possono considerare a ragione gli ambasciatori che porteranno nei ricordi il nostro piccolo paese e con i loro racconti faranno rivivere la sagra del cavolo anche fuori dai confini piemontesi. Questa è sicuramente un interessante ed efficace via per farsi pubblicità». Soddisfatta anche l'associazione di Scarmagno: «Speriamo che questo rapporto d'amicizia duri negli anni. Questa sagra merita di essere conosciuta al di là dei confini canavesani e noi speriamo di dare il nostro contributo portando così tante persone». Un contributo non da poco in effetti soprattutto perché con oltre 200 camper arrivano a Montalto almeno il doppio di turisti. «Questa è la dimostrazione di come e di quanto anche in Canavese si possa fare turismo - dice ancora Galletto - non solo con le parole, ma soprattutto con i fatti e i risultati, che sono sotto gli occhi di tutti. Senza dimenticare inoltre che è la teoria dell'accoglienza il nostro punto di forza, il nostro impegno nel metter a proprio agio chi ci viene a trovare, cercando di organizzare al meglio ogni appuntamento». E pare proprio che la missione sia riuscita. (e.p.)