Mobilitazione alla Mvo
SPARONE. Sarà un Natale povero quello che si prospetta per i lavoratori della Mvo: niente tredicesima e a rischio anche lo stipendio, che ormai viene pagato con cronico ritardo. Una situazione che non fa che peggiorare il clima di incertezza in cui vivono da mesi i dipendenti (una trentina) ed i 25 lavoratori in mobilità che ieri mattina hanno manifestato davanti ai cancelli della fabbrica.
Con loro, oltre ai rappresentanti sindacali, anche il sindaco del paese, Valentino Nugai, l'assessore della comunità montana Giovanni Bruno Mattiet ed il parroco don Sergio Noascono. «La situazione va chiarita al più presto - ha affermato Nugai - per questo inviteremo l'Intech e l'attuale proprietario ad intervenire al Consiglio aperto in programma per lunedì 12 dicembre». L'Intech è la società che, nel maggio 2004, ha ceduto la Mvo all'imprenditore canavesano Giancarlo Giacherio, rimanendo però proprietaria degli immobili. «A Giacherio sono stati versati anche due milioni di euro per il pagamento dei Tfr - spiegano i rappresentanti sindacali - ma le rate concordate per il pagamento della liquidazione ai 25 in mobilità non sono state rispettate, l'ultima pagata è quella di settembre, mentre gli stipendi di chi sta lavorando vengono versati con un ritardo sempre maggiore, tanto che a fine novembre non è ancora arrivato quello di ottobre». Inoltre, vi è il caso dei sette lavoratori che si sono auto licenziati a gennaio e che sono passati alle vie legali per ottenere la liquidazione. «Ma non è giusto che debba spendere una parte del mio Tfr in spese legali - osserva una di loro, Emanuela Donetti Dontin - avendo lavorato solo pochi mesi per Giacherio e tanti anni per la Intech».
A preoccupare tutti è la situazione generale dell'azienda, in crisi da anni ma mai arrivata ad un tale punto di declino. «La scorsa settimana hanno lavorato cinque addette alla produzione, una decina di indiretti, tra capireparto, magazzinieri, consulenti e una decina di impiegati - rileva Vera Orso Giacone, delegata Cgil - come è possibile che un'azienda vada avanti con più impiegati che operai? come mai la nuova macchina da rettifica non è ancora entrata in funzione? La proprietà parla di nuovi ordini e assunzioni, ma sono sogni, la realtà è sempre più nera e noi viviamo senza sapere come far quadrare il bilancio famigliare». Intanto, è stato aperto un nuovo periodo di 13 settimane di cassa integrazione, mentre domani i rappresentati sindacali discuteranno della Mvo in un incontro con l'Associazione Industriali del Canavese ad Ivrea.
Ornella De Paoli