«Ecco come rilanciare l'economia»
SAN GIORGIO. Un passo indietro, nell'economia rurale dell'inizio del secolo scorso, per andare avanti verso lo sviluppo di modelli alternativi in agricoltura. E' la filosofia che ha guidato il progetto ‘Isacco' per il rilancio della coltivazione di canapa e olivo avviato dai comuni di Cuceglio, Barone, Candia, San Giorgio, San Giusto, Orio, Montalenghe, Vische e Vialfrè con la consulenza tecnica di ‘Ribes Consulting' ed il finanziamento della Fondazione CRT (88mila euro). Sarà un convegno, in programma domani, venerdì 2 dicembre, alle 10, ad Ivrea nell'aula magna dell'Università in via Montenavale, a fare il punto sui risultati raggiunti al termine della prima fase di sperimentazione, sui problemi emersi e le prospettive.
L'obiettivo dell'associazione dei nove comuni è chiaro e ambizioso: una nuova possibilità di sviluppo per l'economia del Canavese che arriva dalle attività agricole (di canapa e olivo). Una sfida, per il momento, che parte però da primi incoraggianti risultati nonostante la sperimentazione sia stata condotta in una piccola area di ottantacinque chilometri quadrati con meno di dodici mila abitanti.
La coltivazione della canapa in particolare grazie alla facilità e all'abbondanza del raccolto e alla sua possibilità di impiego in variegati settori che spaziano dall'edilizia al riscaldamento, all'industria cosmetica, può rappresentare un volano di crescita. Per questo il convegno di domani ad Ivrea, porrà l'accento sulla necessità di proseguire nel progetto che dovrà poter contare su nuovi finanziamenti finalizzati al sostegno degli agricoltori impegnati nelle nuove colture e all'attivazione di una filiera completa sul territorio che prevede, tra l'altro, per la canapa l'utilizzo di nuovi macchinari per la lavorazione, la realizzazione di uno stabilimento di prima lavorazione e per l'olivo la creazione di un Consorzio di produttori dotati di un frantoio comune.
«Ancora una volta - ha sottolineato Cristina Badalotti, sindaco di Cuceglio, comune capofila del progetto - agricoltura e industria dovranno procedere insieme e fare sistema».
Successivamente si potrebbe arrivare alla creazione di un marchio di qualità che identifichi il primo autentico olio di oliva piemontese, facilitato dall'esistenza di un mercato che invece sarebbe da ricreare per la canapa.
Una sfida in cui credono i primi cittadini dei nove comuni coinvolti nel progetto e che ora lanciano al Canavese intero mettendo sul piatto della bilancia i positivi risultati raggiunti fino ad ora. (l.m.)