Nuove prospettive per combattere il dolore
PAVONE. Si è svolto al Castello di Pavone il convegno "Il dolore neuropatico: nuove prospettive per combatterlo". All'incontro, organizzato da Pfizer Italia, hanno partecipato molti specialisti nel campo dell'algologia (la scienza che studia il dolore) per discutere ed aggiornarsi sui nuovi criteri diagnostici a terapeutici nel trattamento del dolore neuropatico.
In Italia si stima che circa il 6% della popolazione soffra di questo tipo di dolore, in modo episodico o costante. Ed in Piemonte sono circa 5 mila le persone affette da questo problema. Difficile la diagnosi e malattia ancora poco riconosciuta. Durante l'incontro infatti i medici hanno discusso a lungo sulle sintomatologie e sugli sforzi che la medicina clinica sta facendo per tentare di definire una corretta tassonomia del dolore. Il paziente, che seppur sofferente, appare perfettamente sano, è in grado di descrivere il proprio dolore con termini forse impropri, ma sufficienti per aiutare il medico nella diagnosi. «Il dolore è una delle sintomatologie più difficili da definire - spiega il dottor Cocito - per questo è indispensabile avvalersi anche di "scale" o questionari da somministrare al paziente che gli permettano di definire il dolore, ad esempio da 1 a 10». Anche il dottor Luxardo è intervenuto parlando di quanto «i fattori emotivi e psicologici abbiano una loro componente del dolore del paziente. La maggior parte delle volte il dolore neuropatico colpisce le persone affette da patologie del sistema muscolo-scheletrico; seguono le cefalee ed altre patologie, come il diabete».
In percentuale inferiore è invece il dolore neuropatico di tipo oncologico: «Per questi pazienti sono fondamentali cure palliative per migliorare e alleviare, quanto possibile, il dolore - spiega il dottor Ghio - e alcune volte è possibile anche effettuare interventi chirurgici in grado di restituire autonomia a pazienti in gravi difficoltà». Il dolore neuropatico - a differenza di quello nocicettivo che si ha a seguito di stimolazione periferica come una distorsione o un urto - non compare a causa di una stimolazione periferica, ma a causa di patologie che intaccano direttamente i nervi. E le cause più frequenti di questo tipo di dolore sono malattie come il diabete, il cosiddetto "fuoco di sant'Antonio", l'ictus cerebrale, ma anche lombosciatalgia e nevralgia del trigemino. Anche gli incidenti stradali possono causare lesioni agli arti con conseguenti lesioni nervose. In alcuni casi il dolore si mantiene per tutta la vita. Scopo del convegno è stato proprio quello di confrontarsi e scambiare le proprie esperienze sul campo. «Il dolore è un'esperienza individuale complessa - spiegano gli specialisti - che coinvolge la sfera fisica, sociale ed emozionale. Non esistono persone con lo stesso dolore nelle stessa situazione clinica perché il messaggio inviato dal corpo malato è interpretato dalla coscienza in modo differente».
Elisa Pescina