Gare clandestine, il ritrovo era Bellavista

IVREA. L'appuntamento era nel quartiere Bellavista, davanti la sede della Polisportiva. Una settantina di rombanti fuoristrada provenienti da tutto il nord Italia, pronti a sfidarsi per una gara a tempo su un percorso articolato lungo 80 chilometri. Tra strade sterrate e provinciali, lungo le linee ‘tagliafuoco' e ostacoli di vario genere. Partenza Ivrea e arrivo nella zona dei cinque laghi. Una gara clandestina scoperta sabato notte durante un blitz della polizia.
Una sessantina le persone identificate e oltre venti le contravvenzioni elevate a vario titolo agli automobilisti. Si tratta di multe relative al fatto che molti fuoristrada presenti sabato notte ad Ivrea erano ‘elaborati' nella carrozzeria e soprattutto nel motore.
Al vaglio degli inquirenti c'è adesso la posizione degli organizzatori del meeting, persone del posto che non hanno mai chiesto in commissariato l'autorizzazione per una manifestazione del genere. Eventuali denunce penali a loro carico verranno decise nei prossimi giorni.
Un raduno notturno con tanto di gara a tempo, cui per partecipare ogni automobilista doveva sborsare 80 euro. Il percorso, studiato nei minimi particolari, si estendeva dal quartiere Bellavista fino alla frazione Bienca di Chiaverano, passando per Banchette (la strada sterrata che fiancheggia la Dora Baltea), Lessolo, Borgofranco e la zona dei Cinque Laghi.
L'appuntamento, alle 23 di sabato scorso, era stato fissato nel piazzale antistante la Polisportiva di Bellavista. Una settantina le persone pronte a sfidarsi tra le colline del Canavese. Pochi minuti prima della partenza una quindicina di mezzi di polizia, carabinieri e corpo della forestale hanno fatto il loro ingresso nel quartiere identificando tutti i partecipanti al raduno. Agli uomini al comando del vicequestore Paola Capozzi, gli automobilisti hanno spiegato che si trattava di una gara da disputare tra strade sterrate, ostacoli, passaggi impegnativi con qualche trasferimento anche su asfalto. Senza disdegnare le linee ‘tagliafuoco', ossia quei sentieri sterrati creati dalla Forestale per bloccare gli incendi nei boschi. Il tutto supportato da un Road Book (così viene chiamato in gergo l'itinerario da seguire) che gli organizzatori avrebbero consegnato ad ogni equipaggio solo al momento della partenza.
Non è certamente la prima volta che la zona dell'eporediese viene scelta come pista per gare tra fuoristrada. «Lo scorso anno erano stati molti i proprietari di fondi e terreni a lamentare ingenti danni per il passaggio di decine e decine di fuoristrada - spiega il vice questore Paola Capozzi -. Questa volta siamo intervenuti con un blitz a sorpresa impedendo lo svolgersi di una gara che non era stata mai autorizzata».