Medico assolto dall'accusa di omicidio
IVREA. «Assolto perchè il fatto non sussiste». Con la sentenza emessa mercoledì mattina dal Gup Guido Bufardeci si chiude la vicenda giudiziaria che aveva visto protagonista il noto ginecologo dell'ospedale eporediese Lorenzo Cocomero, 55 anni. L'uomo era stato accusato di omicidio colposo. A mettere nei guai lo specialista, attraverso un esposto, una coppia residente nell'eporediese.
Marito e moglie che nel gennaio del 2003 si erano recati nel nosocomio cittadino a poche ore dalla nascita del loro primo figlio. Ai coniugi, preoccupati per un rallentamento dei movimenti del nascituro, Cocomero avrebbe diagnosticato una lieve sofferenza del bambino ormai stabilizzatasi. Poche ore dopo, all'ospedale Sant'Anna di Torino, il bambino era venuto alla luce privo di vita.
I fatti che sono stati posti all'attenzione del giudice (rito abbreviato) risalgono al primo gennaio del 2003, quando la sfortunata coppia era arrivata in ospedale. Al medico e all'ostetrica, la donna aveva spiegato che dalla notte precedente il bambino non si muoveva quasi più. La paziente, estremamente preoccupata, temeva che potesse accadere qualcosa di grave e irreperabile. A quel punto era stata sottoposta ad esami clinici e monitorata per circa un'ora.
Secondo l'iniziale impostazione dell'accusa Cocomero avrebbe rassicurato la coppia dicendo che si trattava di una lieve sofferenza ma che ormai tutto si era stabilizzato.
Al Sant'Anna la situazione era però precipitata repentinamente. Il bambino era venuto al mondo attraverso un parto cesareo, ma il suo cuore aveva già cessato di battere.
Nell'udienza di mercoledì scorso, dopo l'audizione del test Caterina Paolucci, ostetrica dell'ospedale di Ivrea, presente durante gli accertamenti strumentali a cui era stata sottoposta la madre sfortuna, il pm Giorgio Vitari ha chiesto il proscioglimento dell'imputato. I coniugi hanno revocato la costituzione di parte civile riservandosi però di agire eventualmente in sede civile. Per le motivazioni del proscioglimento del Gup bisognerà però attendere sessanta giorni.
La difesa del ginecologo Cocomero - avvocato Giorgio Oberto - ha sempre sostenuto che la paziente quando si era recata all'ospedale eporediese era stata sottoposta ad accertamenti clinici ed era stata monitorata con la dovuta attenzione. Ma soprattuto che la madre aveva già intenzione di partorire al Sant'Anna, dove aveva già preso accordi con i medici del nosocomio torinese. Per i consulenti della difesa, la situazione clinica del nascituro era purtroppo già gravemente compromessa sin dalla notte precedente il parto.
Vincenzo Iorio