Documento unitario per l'occupazione

BORGOFRANCO.Nuovo incontro sulla Novelis. Ieri pomeriggio, nella sede di Confindustria Canavese, si sono ritrovati, faccia a faccia, rappresentanti dell'azienda ed organizzazioni sindacali. L'incontro era stato chiesto da Fim, Fiom e Uil dopo che la società ha aperto la procedura per la mobilità di settantun addetti su centocinque. Intanto la protesta dei lavoratori continua. Scioperi, iniziative e ieri un presidio davanti alla sede di Confindustria Canavese.
Il destino di Novelis preoccupa parecchio anche gli amministratori. La scorsa settimana sono scesi in campo gli amministratori della Comunità Montana Dora Baltea Canavesana che hanno convocato un consiglio aperto a Borgofranco, nel salone dell'Olmetto. A fine dibattito, è stato varato all'unanimità un documento teso a sostenere tutte le iniziative sindacali per garantire i diritti dei lavoratori della Novelis e istituire un tavolo di lavoro permanente per affrontare le problematiche di sviluppo industriale sostenibile del proprio territorio. Il documento chiede anche con fermezza alla proprietà di rivedere la decisioni prese.
Ma Dario Fiorito, a nome delle organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uil, ha annunciato, senza troppi giri di parole, che la Novelis chiuderà. «La realtà è che l'azienda ha già stanziato 24 milioni di dollari per lo smantellamento della fabbrica di Borgofranco - ha detto - Ora dobbiamo pensare al futuro dei lavoratori e sfruttare tutte le opportunità: sul tavolo c'è un pacco di dollari, aggiungiamone altri e creiamo le condizioni affinché nel sito di Borgofranco si possano insediare imprenditori e istituzioni. Solo così si potrà dare benessere, ricchezza e salute».
Fiorenzo Grijuela, sindaco di Ivrea, ha rilevato che i 24 milioni di dollari destinati allo smantellamento dell'azienda non potranno essere utilizzati per altre attività. E più in generale, dato il periodo nero, Grijuela ha rimarcato la necessità di aprire un confronto nazionale, per capire quali iniziative intraprendere per salvare l'industria.
Forte e appassionato l'intervento di padre Aldo Ottavio, responsabile della pastorale del Lavoro della diocesi di Ivrea: «Dopo quasi un secolo di attività, l'azienda non può liquidare così il territorio - ha aggiunto - Sono d'accordo sull'istituzione di un tavolo di lavoro permanente con il coinvolgimento delle istituzioni e delle associazioni imprenditoriali per definire progetti credibili con sbocchi occupazionali per i lavoratori».
Anche Elena Parisio, sindaco di Quassolo, nel suo contestato intervento, ha evidenziato la necessità di uno sforzo comune per riutizzare il sito di Borgofranco e creare posti di lavoro, proponendo agevolazioni Ici alle imprese che s'insedieranno nella parte di fabbrica ubicata sul territorio quassolese. «Ci adopereremo - ha proseguito - affinché gli enti superiori attivino incentivi per l'utilizzo del sito di regione Grange, nell'ottica di uno sviluppo ecocompatibile e senza trascurare di tutelare la salute dei cittadini. Perchè, per noi, sviluppo economico e tutela ambientale possono coesistere».
Lo stesso documento d'intenti, approvato in Comunità montana, è stato adottato lo scorso sabato anche dal consiglio comunale di Quassolo. Nell'occasione Massimo Stevanella, capogruppo dell'opposizione, ha espresso solidarietà ai lavoratori, aggiungendo: «Non basta promettere agevolazioni Ici. Siamo favorevoli a dare un segnale forte e crediamo che alla proposta del sindaco si possa aggiungere una riduzione degli oneri di urbanizzazione per chi voglia investire nell'area. Però, pur essendo coscienti della gravità rappresentata dalla perdita di posti di lavoro, dobbiamo porre al primo posto la salute dei lavoratori e degli abitanti che risiedono attorno all'impianto». (c.b.)