Regna l'incertezza

IVREA.Incertezza. E previsioni non positive. Gli imprenditori locali, come si evince dall'indagine congiunturale trimestrale, avevano riposto aspettative su una possibile crescita, ma sono andate deluse.
Confindustria Canavese (è la nuova denominazione dell'Associazione Industriali del Canavese che ha aderito all'invito di Confindustria di adottare i segni distintivi del sistema associativo), nello spiegare i dati raccolti per l'indagine sottolinea: «E' evidente che, trattandosi di una previsione, basata sulle aspettative, non può che risentire di alcune situazioni tipiche dell'area canavesana, come le annunciate chiusure o riduzioni di alcune realtà produttive medio-grandi, unite alla difficoltà della congiuntura nazionale che evidenzia una bassa crescita, la mancanza di una politica per lo sviluppo, i costi energetici crescenti e l'euro ancora forte. Tuttavia - osserva - non mancano segnali positivi, come la tenuta degli investimenti».
Nel dettaglio: le previsioni sulla produzione evidenziano un peggioramento registrando il 14% di imprenditori ottimisti ed il 22% di pessimisti. Per gli ordini emerge un lieve ottimismo per quelli nazionali, mentre sono negative le aspettative su quelli provenienti dall'estero, probabilmente a causa del persistere di una soluzione di incertezza internazionale. Negative anche le indicazioni sull'andamento occupazionale, con ottimisti pari al 9% e pessimisti pari al 18%. Sono il 13%, invece, le aziende che prevedono il ricorso alla cassa integrazione, ritornando al livello di sei mesi fa. I segnali positivi: il 54% degli intervistati ritiene gli ordini sufficienti per un periodo da uno a tre mesi. Sono anche in leggera riduzione gli intervistati che indicano un ritardo negli incassi, che sono pari al 51%. Le previsioni di andamento dei costi delle materie prime e dei semilavorati vedono il 60% che li indicano in aumento ed il 40% che li prevedono costanti. Nessuno indica una previsione di diminuzione. (ri.co.)