Lezioni ‘internazionali' al ‘Moro' di Rivarolo
RIVAROLO.Ore 10, lezione di chimica. Il laboratorio è attrezzato di microscopi e si va alla scoperta dei minerali. E' una delle due lezioni "internazionali" a cui partecipa la delegazione di studenti ungheresi della scuola di Kalocsa, per una settimana ospite dell'Istituto d'istruzione secondaria superiore "Aldo Moro" nell'ambito degli scambi culturali tra le due scuole, un progetto avviato con successo già da alcuni anni attraverso "Comenius". La comunicazione tra studenti, e tra studenti e docenti è rigorosamente in inglese. E' un inglese scolastico, essenziale, ma efficace.
Il soggiorno rivarolese sta andando bene. Marianna, studentessa magiara di 18 anni, è tornata in Italia dopo l'esperienza dello scorso anno ed è lei il trait d'union con i "nuovi". «Dell'Italia ho apprezzato lo stile di vita, il cibo e Rivarolo è una bella città - dice, servendosi dei "traduttori" della 4 A ad indirizzo linguistico, Giuliano e Ottavia -. Iniziative come queste favoriscono la conoscenza e conoscere, sperimentare, è importante».
Tamas e Gergo hanno 16 anni. Per loro è davvero la prima volta e c'è un po' d'imbarazzo acuito proprio dalle difficoltà di riuscire ad esprimere appieno i concetti. Marianna traduce dall'inglese all'ungherese le domande per facilitare il dialogo e le risposte sono concise, ma esaurienti. «Siamo coetanei, ma le scuole sono diverse - confida Marianna -. La nostra forma nuovi possibili impiegati nel settore economico, ma anche poliziotti. Con gli insegnanti c'è un rapporto di amicizia ma sempre nel rispetto dei ruoli. Quando il docente entra in classe siamo tenuti ad alzarci in piedi e due componenti la classe, settimanalmente, hanno il compito di dire chi sono gli assenti, ma anche di riordinare i locali a fine lezione. Sono lezioni di 45 minuti, e ad ogni ora c'è un intervallo di 10. Poi, per quanto riguarda il programma di studi, le materie sono simili».
Una delle finalità del "Comenius", che il nuovo progetto ha fatto suo, è cercare di formare nuovi cittadini europei ed educare alla pace. «Solo conoscendoci, vivendo l'esperienza in famiglia e a scuola, si possono limare le distanze - osserva Marianna -. Quando si incontrano persone nuove, si dialoga, ci si confronta, si acquisisce quel bagaglio di esperienza che è condizione essenziale per essere, davvero, attori di un progetto importante come la costruzione della nuova Europa. Ed è evidente che imparando a rispettarci si favorisce la cultura della pace».
Il soggiorno rivarolese ha permesso ai ragazzi magiari di andare alla scoperta delle bellezze del territorio. Laszlo, 16 anni, arrivato al lago di Ceresole, e storpiando un po' l'inglese, ha detto "it's very beautiful". Beautiful sarebbe stato sufficiente, ma quel "very" aggiunto all'inizio dà la dimensione dell'emozione provata. Per gli studenti di Kalocsa, abituati si è no alle colline fino a 800 metri, il Parco del Gran Paradiso è stato vissuto un po' come "l'ottava meraviglia del mondo".
«La montagna impressiona sempre, ma non credevamo fino a questo punto - confessa Marianna -. C'è un senso di maestosità, di grandezza che abbaglia». A San Benigno, Fruttuaria ha accolto i ragazzi magiari come un edificio testimone del suo tempo può fare. Per noi, non è solo un'abbazia, è l'ultima dimora di Arduino, primo re d'Italia. «Al di là della bellezza dell'architettura ciò che colpisce è la misticità che si respira» sottolinea, ancora, Marianna. La vacanza è finita. Gli studenti della "Dozsa Gyorgy Kozgazdasagi Skakkozepiskola" sono tornati a casa. Il loro tempo libero lo spenderanno come "normali" ragazzi di 16, 17 anni: la musica, lo sport, il computer, il pub. Né più né meno di ciò che fanno i ragazzi italiani, in fondo. In marzo il "Moro" restituirà la visita. Un gemellaggio a tutti gli effetti, ormai, perché quando un progetto funziona è giusto portarlo avanti. E alla fine, "guardando ad est, guardando ad ovest", ci si sente fratelli. (m.mi.)