Montanaro andrà alle urne
MONTANARO. All'alba delle tre del mattino e alla presenza di uno sparuto gruppo di resistenti, nella notte tra venerdì e sabato il consiglio comunale di Montanaro ha approvato il punto più atteso. Con un'opera di mediazione tra comitati, esecutivo, maggioranza e minoranza alla fine è stato approvato il testo che dovrà ancora essere oggetto di delibera di giunta ma che si configura oramai come il quesito che i montanaresi si troveranno a dover affrontare nella consultazione partecipata.
La data e le modalità di svolgimento della chiamata alle urne non sono ancora state rese ufficiali ma già si sa che probabilmente avrà luogo da venerdì 11 a domenica 13 novembre. «Vuoi che il comune di Montanaro adotti atti e/o iniziative al fine di ospitare sul proprio territorio una discarica di rifiuti inerti, non nocivi e non pericolosi derivanti da processi di incenerimento così come previsto dal piano provinciale dei rifiuti della Provincia di Torino?». Su questo quesito i cittadini dovranno pronunciarsi per chiudere il cerchio della lunga sollevazione di popolo che li ha visti protagonisti da quando, ormai un paio di anni fa, è emerso come il sito montanarese fosse il più adatto per ospitare la discarica di servizio che riceverà le ceneri dei termovalorizzatori per lo smaltimento dei rifiuti della Provincia di Torino.
La lunga serata ha avuto inizio alle 20 quando rappresentanti della giunta e del comitato "MontanaroViva" si sono incontrati per cercare un accordo sul testo da inserire in delibera e alle 21 si è aperto il consiglio comunale più lungo degli ultimi anni. Due lunghe sospensioni di un'ora e un quarto e cinquanta minuti hanno contribuito a "tirare notte". Già alle 21.15 infatti una riunione dei capigruppo richiesta dalla minoranza, per l'occasione tutta nuovamente schierata in aula, ha interrotto i lavori sino alle 22.30 per affrontare non tanto il punto due sulla ratifica delle variazioni al bilancio quanto lo statuto di Città Futura, sesto punto analizzato intorno all'una. All'una e trenta seconda sospensione per quadrare il cerchio tra le varie istanze portate da ambientalisti, da centro-sinistra e da centro-destra. Alla ripresa, alle due e venti, la discussione è stata rapida e indolore: il testo era stato ritoccato solo in minima parte e all'unanimità tutti i consiglieri comunali si sono dichiarati favorevoli. L'unico punto di discordanza è stato registrato in seguito all'intervento di Mario Prono (Rifondazione Comunista): «Questa è una grande opportunità democratica: aver concordato con il comitato è un segnale molto importante. Proprio oggi sui giornali si legge che il ministro Matteoli ha parlato della possibilità di dare in gestione gli impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti a società private, È un'impostazione grave e inaudita».
Sulla sua stessa linea d'onda l'assessore Franco Salassa e il sindaco Riccardino Massa: «L'unica possibilità di difendere la sicurezza è l'affidamento diretto a società pubbliche», ha dichiarato il primo cittadino. E' uscito dal coro invece l'azzurro Francesco Farruggio: «Non vedo perché non debba andare bene: sino a ieri le discariche sono state in mano ai privati; perché l'inceneritore non potrebbe esserlo?».
Il consiglio è stato sospeso su questa votazione: i due punti mancanti verranno affrontati questa sera, in testa all'ordine del giorno già previsto: si parlerà tra l'altro nuovamente di Città Futura, di una variante al piano regolatore e del contratto di comodato tra Rfi e Comune per alcuni locali della stazione ferroviaria.
Silvia Alberto