Botta e risposta sulla discarica

MONTANARO."La discarica di servizio del termovalorizzatore", appuntamento svoltosi nell'ambito di "Chiaro e tondo, ciclo di incontri e conferenze senza pregiudizi per saperne di più sull'ambiente, la salute e il territorio", organizzata da Trm, società pubblica che ha il compito di costruire il termovalorizzatore del Gerbido e relativa discarica di servizio, ha dato vita a un bel contraddittorio.
«Non ci poniamo l'obiettivo di trasformare la serata in un dibattito; non siamo qui per imbonire nè per convincere, ma per spiegare», aveva subito introdotto Fabrizio Zandonatti, presidente di Trm.
Il pubblico presente in sala (gente di Montanaro, ma anche di Ivrea) però era lì per avere anche e soprattutto risposte politiche e ha colto l'occasione per avanzare quesiti.
Tutte le risposte "politiche", però, non hanno avuto risposta. «Non sta a noi», hanno ribadito gli organizzatori dell'incontro.
Nelle loro relazioni, i tecnici hanno offerto dati sul funzionamento della discarica e, in minor misura, sul termovalorizzatore che produrrà le scorie da stoccare nell'impianto da collocarsi probabilmente sul territorio comunale. Hanno esposto le analisi ambientali sui siti che la Commissione Bobbio aveva consegnato come "non inidonei" alla collocazione della discarica: uno a Torrazza, uno a Foglizzo e due a Montanaro. Hanno presentato dati e offerto rassicurazioni sulla non pericolosità delle scorie ospitate nella vasca dal volume di 3 milione e 500mila metri quadri, sulla possibilità di ottenere recupero energetico dall'impianto, sulla compatibilità tra raccolta differenziata e incenerimento, sull'eventualità di realizzare un trasporto alternativo su rotaia per non intasare eccessivamente quello su gomma.
Nelle domande, i cittadini hanno chiesto anche altro. Lunghissimo l'elenco dei bigliettini che sono giunti dal pubblico, rapide alcune risposte dei relatori che hanno stornato tutte quelle politiche perché non competenti.
Un po' provato, Zandonatti ha smistato i quesiti ai colleghi di avventura e ha incassato con relativa scioltezza le polemiche rivolte a relatori e agli amministratori locali e provinciali. «Non faccia demagogia», «Dobbiamo dire grazie al sindaco, se avremo la discarica», sono alcune delle stoccate sferrate dagli uditori più accalorati. Nel corso della serata non sono mancati infatti alcuni testa a testa tra pubblico e relatori, soprattutto con Bruno Torresin, amministratore delegato di Trm: «Ci sono ottanta pagine di domandine, non siamo mica dei tuttologi» e «Non siamo affaristi dei rifiuti, siamo una società pubblica» è sbottato a un certo punto, quando il tono degli interventi del pubblico è salito nella scala della provocazione. Tra gli uditori l'atteggiamento non è stato comunque univoco: a fianco dei pasionari, pronti alcuni a contestare a ogni costo, anche altri più pacati: «Basta con le polemiche per partito preso», si sentiva tra le sedie.
Oltre ai relatori, si era preparato anche il comitato ambientalista "MontanaroViva", arrivando a Ca' Mescarlin con un elenco composto da una ventina di quesiti, di cui una buona parte necessitanti di risposte da parte della Provincia: «Se Trm è un'azienda che adotta economie di scala e di costo, perché vuole servirsi di una discarica che si troverebbe a 40 chilometri di distanza dall'inceneritore?»; «Perché la Provincia non ha mai tenuto in considerazione proposte alternative all'incenerimento né ha mai voluto incontrare alcuni dei rappresentanti del comitato ambientalista di Montanaro, come da noi chiesto e anche dall'assessore all'ambiente di Montanaro nel giugno 2004?»; «Perché chiedete a una popolazione di 5 mila abitanti di pagare per la non volontà di far fare alla città capoluogo una raccolta differenziata ad alti livelli?»; «Lo sapete che a circa un chilometro da Montanaro c'è una discarica che ha già causato diversi disagi?».
In poche battute la sintesi del sentore collettivo dei cittadini che, da quando Montanaro è risultata in pole position per ospitare la discarica, sono scesi in piazza a protestare, contestando la scelta. E che sono tornati a casa, non tutti soddisfatti. (s.a.)