Vendemmia ottima, ma un po' scarsa
CALUSO. La vendemmia 2005 che ormai può dirsi archiviata viene classificata ancora una volta in Canavese come ‘ottima', in special modo per l'Erbaluce, anche se quest'anno come vedremo, le rese sono state parecchio inferiori rispetto al passato. Si va da un minimo del 7-8 per cento in meno sulla collina calusiese al 25 di diminuzione rispetto allo scorso anno in alcune zone dell'Alladiese.
Iniziando da Caluso, alla Cooperativa Produttori le facce sono sorridenti e il motivo lo spiega il presidente Marco Tronzano: «Innanzitutto noi privilegiamo la qualità e anche quest'anno lo possiamo annoverare come un anno di altissimo livello; inoltre, è vero che le rese sono inferiori ma è anche vero che noi in questa vendemmia abbiamo incrementato i conferimenti di uve Erbaluce doc e diminuito quelli da uve per vino da pasto. Infatti i soci hanno provveduto a riorganizzare i loro vigneti, eliminando i vitigni non doc e provvedendo alle relative registrazioni nel catasto vitivinicolo».
I numeri infatti lo dimostrano: a consuntivo sono stati vinificati 2mila 500 ettolitri di Erbaluce doc, 200 ettolitri di Canavese Rosso mille500 ettolitri di vino bianco da pasto e altrettanti di vino rosso. Quantità di tutto rispetto che da sole illustrano l'importanza del sodalizio calusiese in ambito locale.
Ci spostiamo ora nella campagne prospicienti Aglié dove si trova l'azienda agricola di Giovanni Silva, centro vitivinicolo che si consolida di anno in anno come realtà di tutto rispetto, sia per i volumi (la famiglia Silva conduce in proprio ben 10 ettari di vigneto, circa 25 giornate piemontesi) che per la qualità, come dimostrano i due Grappoli d'Oro vinti all'ultima Festa dell'Uva di Caluso per il Passito e per il Canavese Rosso.
I vigneti di Silva, ben esposti e degradanti sulla collina hanno anche la particolarità di essere inseriti in un contesto storico culturale non da poco: infatti per raggiungerli si costeggia il Meleto di Guido Gozzano e giuntivi si nota come il Santuario Tre Cioché sia praticamente posto proprio in mezzo alle vigne. Scherzosamente Giovanni fa notare: «Eh, con simili angeli protettori non posso non fare il vino buono!».
Il commento alla vendemmia 2005 arriva dal nipote Stefano indaffaratissimo intorno alla nuova pressa ipertecnologica: «Sì, siamo contenti per la qualità, che da noi è stata buona anche per le uve rosse, però abbiamo avuto un calo notevole che va dal 25% a punte del 30%, dovuto all'andamento climatico discontinuo della stagione. L'importante in ogni caso è che anche quest'anno riusciamo a mantenere inalterato il nostro standard qualitativo per non deludere la clientela».
Giuseppe Mila