Il saluto del Commendatore
STRAMBINO. Ha scelto di concludere con la solenne ricorrenza della Madonna del Rosario la sua lunga missione alla guida della parrocchia. Don Giuseppe Dematteis ha voluto concelebrare, domenica 9 ottobre, la sua ultima messa con il suo successore don Emiliano Sandretto.
Insieme, i due sacerdoti, si sono già presentati al consiglio pastorale per un primo scambio di consegne e per salutare e ringraziare i principali collaboratori del vecchio e nuovo Commendatore, affiancati per l'occasione da don Luiz Bera, trasferito a San Bernardo e, don Beppe Agagliati, salesiano, da un anno amministratore parrocchiale di Cerone e nuovo collaboratore del neo parroco strambinese don Emiliano Sandretto.
Il consiglio pastorale ha ringraziato don Giuseppe per il suo lungo servizio alla comunità parrocchiale e civile di Strambino ed ha accolto l'invito dell'ex commendatore di continuare, come in passato, ad offrire il massimo della collaborazione al suo successore che il 23 ottobre sarà chiamato ad aprire la sua nuova missione sacerdotale presiedendo la solenne celebrazione della ricorrenza della IV Incoronazione (23 ottobre 1921) della pregevole effige della Madonna del Rosario, custodita nella cappella sopraelevata della chiesa di Strambino.
Domenica 16 ottobre infine gli strambinesi saluteranno congiuntamente don Giuseppe e don Luiz dopo la messa domenicale.
Ha provocato, intanto, una forte e malcelata delusione nei componenti il consiglio parrocchiale, poi velocemente diffusa in tutti i fedeli strambinesi, la notizia annunciata dallo stesso don Emiliano Sandretto che, pur prendendo possesso della sua nuova parrocchia, non trasferirà subito la propria residenza nella casa parrocchiale di Strambino in quanto, ha spiegato «rimarrò temporaneamente anche parroco di Cascinette». Pur consapevoli della carenza di sacerdoti (38 deceduti e solo 4 ordinati in diocesi dall'anno 2000) e pur avendo ricevuto assicurazioni sulla presenza del parroco e quella di un giovane diacono, incaricato della gestione burocratica della parrocchia, gli strambinesi rivendicano con forza, legittimamente e forse anche egoisticamente, la presenza in sede, non tanto e non solo in formali orari d'ufficio, ma con il trasferimento stabile del pastore nella residenza di quella che è considerata una delle parrocchie più grandi della diocesi, come quella del Priore Commendatore di Strambino. (s.ro.)