La monorotaia ‘affidata' a Carema
SETTIMO VITTONE.La monorotaia per il trasporto di uve, materiali e attrezzi per la coltivazione della vite, realizzata e inaugurata due anni fa in regione Laurei (Carema) dalla Comunità montana Dora Baltea Canavesana, è ora di proprietà del Comune di Carema. L'organo rappresentativo della Comunità montana ha deliberato di trasferire al Comune di Carema la proprietà dell'impianto meccanico di risalita, che si snoda per circa 200 metri tra il suggestivo paesaggio di pergole sostenute da piloni in pietra. Progettata dall'ingegner Corrado Trasino, la monorotaia è costituita da due carrellini, mossi da un motore diesel, che scorrono su guide dentate. L'infrastruttura rurale era costata circa 150mila euro, finanziati da Provincia (90%) e Comunità montana (10%).
«Trattandosi di un impianto utilizzato solo dai viticoltori caremesi di località Laurei abbiamo pensato di devolverlo a favore del Comune di Carema, con il vantaggio di non aver più a carico dell'Ente montano costi di manutenzione e gestione - ha detto il presidente Eligio Morello, ed ha aggiunto: «Il sindaco di Carema, Giovanni Alighieri, ha accolto la nostra proposta, che prevede il mantenimento della destinazione d'uso. Ovviamente, il Comune di Carema sarà libero di darlo in gestione ad altri».
Ma la proposta di trasferire la proprietà della monorotaia non ha raccolto il consenso dei consiglieri del gruppo "Indipendenti-Libero Pensiero" Fausto Francisca, Renzo Fornero e Roberto Zaino. Fausto Francisca, rappresentante di Borgofranco, ha sostenuto: «Le ricchezze dell'ente devono essere condivise da tutti i nove Comuni, altrimenti lo spirito associativo viene a mancare». Lo stesso concetto è stato espresso dal suo collega Renzo Fornero, rappresentante di Chiaverano. Il sindaco Giovanni Alighieri ha replicato che il trasferimento di proprietà della monorotaia era stato deciso dalla giunta. «Il Comune di Carema non lo ha richiesto - ha detto - sarei contento se la gestione della monorotaia rimanesse a carico alla Comunità Montana». Ellade Peller, rappresentante di Nomaglio, ha sollevato un distinguo sui servizi associati e quelli specifici per un comune, dicendo: «La monorotaia era nata appositamente per Carema. L'intervento era stato estrapolato da un progetto della Comunità montana, ma resta a servizio di Carema, quindi è specifico per una certa attività. Mi sembrano perciò superati tutti i discorsi». Ma Fornero ha concluso: «Se l'impianto rientrava in uno studio più complesso della Comunità montana, il principio dell'associazionismo era comunque insito nel progetto». (c.b.)