Scritte antifasciste sui muri
IVREA.Si inasprisce la contrapposizione fra giovani dell'estrema destra e dell'estrema sinistra. E dalle azioni, prima verbali e poi fisiche, consumate fra gruppetti nel buio della notte all'uscita da un locale, si passa alle provocazioni sui muri della città.
Nella notte tra lunedì e martedì la facciata del municipio è stata imbrattata con una eloquente scritta (fatta poi subito cancellare dal Comune): "Per vivere occorre coraggio. Voi fasci non sapete cosa voglia dire vivere. Ferruccio lo sapeva". L'inequivocabile riferimento è al partigiano Ferruccio Nazionale, eroe della Resistenza, impiccato proprio su quella piazza.
Ma le forze dell'ordine esprimono perplessità su quanto sta avvenendo, in particolare sulle aggressioni e intimidazioni, ad opera di un gruppo di giovani di estrema destra, ‘denunciate', la scorsa settimana, dai ragazzi del centro sociale il Castellazzo e dall'Anpi Giovani. Il dirigente del commissariato eporediese Paola Capozzi non ha dubbi nell'affermare: «Allo stato attuale delle cose gli episodi raccontati nel comunicato stampa non trovano nessun riscontro con la realtà».
La polizia sembra propensa a credere che dietro questa storia di saluti romani e inneggiamenti al Duce ci sia una montatura di tipo politico proprio all'interno della sinistra. A suffragare questa tesi ci sarebbero le aspre parole usate nel comunicato stampa nei confronti della sinistra eporediese accusata "di aver taciuto su quelli che sembravano casi sporadici, archiviati come atti di teppismo, e che invece sono una strategia intimidatoria verso coloro che sono o, possono sembrare impegnati a sinistra".
Con una lettera ai giornali i ragazzi del Castellazzo e dell'"Anpi Giovani" riportavano, con dovizia di particolari, l'aggressione subìta da alcuni loro esponenti nel piazzale antistante un noto locale. Provocazioni seguite ben presto da vere e proprie aggressioni fisiche. Nessuno di questi fatti è stato denunciato. Il fratello di uno dei "bersagli" dell'aggressione, da noi contattato, spiegava che ciò era dovuto alla paura di ritorsioni. «Si tratta di ragazzi molto giovani, aggrediti senza alcuna ragione solo perchè portavano i capelli lunghi e avevano un tono diverso dal solito - ribadisce un esponente dell'Anpi Giovani -. Se denunce non ci sono state è perchè le vittime hanno paura di essere prese di mira con più veemenza»
Ma la giustificazione pare insufficiente agli investigatori che fanno notare come l'intera vicenda appaia strana: «Non è possibile - dice il vice questore - che di fronte a fatti così gravi, nessuno abbia visto o sentito nulla. Nessun tipo di denuncia è stata presentata, neanche sotto forma anonima. Nessuno ci ha mai segnalato nulla del genere. Nelle sere in cui sarebbero avvenute le aggressioni nessun ragazzo è ricorso a cure ospedaliere. Nessuno ha segnalato liti o risse tra giovani. Il titolare del locale dichiara di non aver mai sentito parlare di aggressioni da parte di naziskin. Insomma, non ci sono elementi concreti per avvalorare quanto è stato denunciato attraverso i giornali».
Il dubbio da parte degli investigatori, è che i fatti non siano mai avvenuti o, quantomeno, siano stati ingigantiti oltre misura. Anche se poi gli stessi investigatori lasciano intendere che in passato - ma stiamo parlando di due anni fa - qualche scaramuccia personale, e non certamente politica, tra esponenenti dell'estrema destra e ambienti della sinistra alternativa siano realmente avvenuti. (vi.io.)