Il tour di pace del Parents' Circle
IVREA. Ali Abu Awwad, un giovane palestinese originario di Beit Ommar, il villaggio con cui la città di Ivrea è gemellata, e Lily Yaffe, una dottoressa israeliana proveniente da Tel Aviv, sono i due rappresentanti attualmente impegnati a portare in giro per l'Italia le proprie testimonianze relative alla comune appartenenza al Parents' Circle. Il vicesindaco Salvatore Rao ed Enrico Levati, del Centro Documentazione Pace, hanno accolto gli ospiti nella loro tappa eporediese.
Il Parents' Circle è un' associazione, fondata dieci anni fa da Yitzhak Frankenthal, a seguito dell'uccisione del figlio da parte di Hamas. E' costituito da persone che hanno perso i loro cari nel conflitto israelo-palestinese e ha promosso il "Forum per la Pace dei Familiari delle Vittime" che raggruppa 200 famiglie israeliane e quasi altrettante palestinesi. «Ho perso un figlio diciottenne in Libano, nel 1983 - ha raccontato Lily Jaffe -. E' stato particolarmente penoso perché in famiglia eravamo contrari all'intervento in Libano. Mio figlio stava svolgendo il servizio militare ed è stato ucciso durante uno scontro a fuoco sulla strada per Beirut. Per questo, quando Ytzhac costituì quest'associazione vi aderimmo subito. Gli inizi sono stati difficili anche perché il nostro tentativo di dialogo era visto come un tradimento dagli altri israeliani e con estrema diffidenza dai palestinesi».
«La nostra tenacia è stata infine premiata e le famiglie aderenti sono diventate, lentamente e a fatica, circa 400, equamente divise tra i due gruppi d'origine: tutte lavorano insieme promuovendo seminari, incontri e conferenze che favoriscano il dialogo». Tre le iniziative ancora in atto per farsi conoscere. La prima "Hello shalom, e hello Salaam" anima ben 500 mila contatti e consiste nella disponibilità di un numero telefonico gratuito grazie al quale poter condividere con altri i propri sentimenti, le proprie paure e le proprie aspettative.
Quando chiama un israeliano viene messo in contatto con un palestinese e viceversa, e si riescono così a superare le barriere che ostacolano la reciproca comprensione. La seconda iniziativa è rivolta ai giovani, ai bimbi in particolare, che ancora non presentano le chiusure degli adulti: il Parents' Circle ha iniziato a recarsi nelle scuole per cercare di spiegare perché sia meglio rispondere con il dialogo anziché cercare di affrontarsi con i fucili. La terza iniziativa è relativa all'uso del computer: i giovani israeliani e palestinesi si raccontano in Internet le proprie storie, in una sorta di blog, e poi vengono fatti incontrare.
Ali Abu Awwad ha quindi parlato delle difficoltà tra palestinesi e israeliani che il Circolo ha dovuto superare in questi ultimi anni: «Dopo la seconda Intifada si è formato qualcosa di nuovo, proprio perché l'incremento di vittime ha creato un maggior bisogno di pace che ha condotto non tanto al perdono quanto al dialogo. Sono certo che la cosa migliore da farsi al momento sia il rifiuto della violenza e della vendetta. Un aiuto verso la riconciliazione lo possono dare proprio associazioni come il Parents' Circle, e iniziative come la donazione del sangue tra Palestinesi e Israeliani che ben potrebbe rappresentare un emblematico suggello a un patto di pace». (fr.fa.)