Furti di legna da ardere, razzie negli orti

PEROSA. La sorpresa, Massimo Castelnuovo, l'ha avuta giovedì pomeriggio. Un vicino è andato a chiamarlo a casa: «Vieni a vedere cosa è successo nella tua legnaia». Lui è andato e ha visto. Qualcuno, nella notte, si era servito: cinquanta quintali di legna da ardere caricata in un camion e sparita. Valore, circa cinquecento euro. La legna è stata scelta con cura: solo pezzi grandi, quelli piccoli sono stati rigorosamente lasciati a terra.
Nessuno, ovviamente, ha visto nulla. La catasta di legna per l'inverno di Massimo Castelnuovo (come la maggior parte delle cataste di legna), si trova in aperta campagna. Castelnuovo, per prudenza, aveva già scavato un piccolo fossato per proteggere la legnaia. Ma non è bastato. Complice il buio, la catasta è stata alleggerita. Sul posto, sono rimaste solo alcune tracce del camion passato a caricare e a lasciare in terra alcuni oggetti, persino una tuta. Che il furto sia avvenuto nella notte tra il 28 ed il 29 settembre, non ci sono dubbi: «Mercoledì pomeriggio sono venuto qui - racconta ancora l'uomo - ed era tutto a posto».
E se a Massimo Castelnuovo, preso atto della situazione, non è rimasto altro da fare che recarsi di persona dai carabinieri della stazione di Strambino per firmare una denuncia per furto, l'episodio rilancia una questione: il self service della legna e della verdura negli orti.
Già, incredibile ma vero, l'episodio avvenuto a Perosa, ai danni di Massimo Castelnuovo è tutt'altro che isolato. Accade molto spesso che siano alleggerite cataste di legna da ardere e, di frequente, c'è chi si trova l'orto spogliato di frutta e verdura. A volte si rischia anche di non accorgersene e, soprattutto, non si fa praticamente mai denuncia.
Si può, forse, andare dai carabinieri e denunciare un furto di insalata o di cavolfiori?
Del resto, il problema sempre più pressante della quarta settimana, si fa sentire anche in queste piccole cose. E l'inverno alle porte si fa sempre più difficile. Non a caso, a cominciare dalle organizzazioni sindacali dei pensionati, si alza la voce per denunciare quanto sia inaccettabile «la stangata di circa mille euro l'anno a famiglia per il rincaro delle tariffe energetiche e di altri consumi essenziali. Questo - osservano le segreterie nazionali di Spi Cgil, Fap Cisl e Uilp Uil - produrrà una contrazione ulteriore dei consumi, già in forte calo a causa della progressiva perdita del potere di acquisto di salari e pensioni. Milioni di famiglie italiane vivono ormai la "crisi della quarta settimana" e particolarmente drammatica è la condizione di moltissimi pensionati». Osservano i sindacalisti: «L'aumento del prezzo dei prodotti petroliferi e delle tariffe energetiche accendono l'inflazione, perchè hanno un effetto moltiplicatore sui prezzi di moltissimi altri beni e servizi dai trasporti ai consumi alimentari». E, di conseguenza, cresce la necessità di ‘arrangiarsi'.