‘Polo dello stampaggio' al via
BUSANO. E' stato inaugurato sabato scorso, presso l'area al confine tra i comuni di Favria, Busano e Front, il nuovo Polo dello stampaggio a caldo, un'operazione complessa che ha visto coinvolti gli stessi comuni di Favria e Busano, il Consorzio per gli insediamenti produttivi del Canavese, la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, gli imprenditori del comparto e le parti sociali. Il Polo, finalizzato ad offrire oppurtunità di rilocalizzazione per gli impianti dello stampaggio, attualmente insediati in ambiti impropri, risolverà criticità ambientali, offrirà un contesto favorevole dal punto di vista logistico e ambientale, potrà permettere la realizzazione ex novo di stabilimenti con evidenti vantaggi in termini di economicità di gestione.
Nei cinque anni che hanno portato alla finalizzazione del progetto, il Consorzio ha dovuto seguire varianti ai piani regolatori, problemi di viabilità, acquedotto, metanodotto, senza dimenticare le emergenze scaturite dall'evento alluvionale del 2000.
«E' ora possibile - rileva con soddisfazione Giuseppe Cerchio, presidente del Consorzio -, che le storiche origini dell'industria canavesana dello stampaggio a caldo non solo non si disperdano, ma che l'evoluzione tecnologica che già aveva trasformato il comparto produttivo in fenomeno industriale, possa realizzare un rinnovato processo evolutivo, sia di carattere produttivo che nel rapporto con il territorio, per riportare il Canavese ad essere punto di forza del sistema industriale piemontese».
«La realizzazione del Polo tra Busano e Favria, un'area inedificata - rimarcano Cerchio e i sindaco Eugenio Matteis e Serafino Ferrino -, rappresenta la soluzione ottimale per conciliare le esigenze ambientali con quelle di sviluppo industriale ed occupazionale e per garantire la migliore qualità della vita di chi risiede ed opera nel Canavese occidentale». Nel progetto, l'area posta lungo la provinciale numero 13 Front - Busano, vede razionalizzata la viabilità di accesso al Polo con opere di urbanizzazione comprensive di rete stradale, fognarie ed acquedotto, illuminazione pubblica e sistemazione ambientale, separazione della viabilità rurale da quella industriale, parcheggi, piazzali e due ponticelli per superare il rio Monferrato. Il progetto, alla fine, consentirà lo sviluppo industriale dell'area nel rispetto dell'ambiente che la circonda. «Si è infatti mantenuta una veicolarità parallela che consente il raggiungimento dei fondi agricoli senza dover usare le strade civili» aggiunge Cerchio.
Le speci arboree abbattute verrano riproposte nell'area a sud e la creazione di un laghetto assolverà anche al compito di dar vita ad una stazione di vegetazione, mentre la progettazione del canale in terra è impostata in modo da tener conto non solo delle portate idriche da smaltire, ma anche del suo inserimento paessagistico e della sua funzione ecologica.
Verrà inoltre creata un'area umida lacustre con funzione di cassa di compensazione idraulica, nonchè realizzati un habitat ecologico, una pista di servizio a fianco del rio Monferrato; prevista anche la riduzione dell'impatto visivo dell'insediamento con fascia arborea e rilevati di terra discontinui al margine della provinciale.
«E' stato un impegno significativo per il Consorzio - conclude Cerchio -, sia dal punto di vista strutturale che finanziario, un traguardo, una sfida, una scommessa coraggiosa». (m.mi.)