Muore sotto una catasta di assi

GABY. Si svolgeranno domani, martedì 27 settembre, a Gaby, se non ci saranno intoppi da parte dell'autorità giudiziaria, i funerali di Giocondo Bastrentaz, morto sabato scorso nella sua segheria in località Pont de Trenta, schiacciato da una catasta di assi rovinatagli addosso.
Il tragico incidente è avvenuto verso le 15,30; la morte dell'uomo è stata istantanea. Giocondo Bastrentaz era solo nel suo laboratorio accanto all'abitazione, sulla riva del torrente Lys, e pare che a ritrovarlo ormai senza vita, letteralmente seppellito da una catasta di legna, sia stato un familiare. Saranno i carabinieri di Gressoney, chiamati immediatamente, ad occuparsi dell'incidente.
La notizia della morte di Bastrentaz si è diffusa in fretta lungo tutta la valle del Lys, dove quasi tutti conoscevano Giocondo ed i suoi familiari. L'uomo aveva 57 anni ed era il più giovane di quattro fratelli. Tutti lo ricordano come un gran lavoratore, buono, disponibile, di grande umanità. Era un punto di riferimento per gli artigiani della valle che a lui assegnavano la realizzazione delle travature dei tetti.
Uomo cresciuto tra le montagne, che tanto amava, ha continuato il mestiere dei suoi avi che, sfruttando le acque del Lys, facevano funzionare un mulino ed una segheria. La sua famiglia è infatti conosciuta come "quelli dei Milder o dei Muller", ovvero del mugnaio. L'azienda subì gravi danni durante l'alluvione del 2000, ma Giocondo Bastrentaz non si lasciò abbattere e con l'aiuto di volontari riuscì a rimetterla in sesto in breve tempo.
La disgrazia imprevedibile di cui è rimasto vittima, nel primo pomeriggio di sabato scorso, Giocondo Bastrentaz, lascia nello sconforto la moglie Bruna Longis, i figli Simona, Stefano, Sandro e Silvia, i fratelli Silvio, Emilio ed Anselmo e le loro famiglie. Per la comunità di Gaby è senza dubbio una grave perdita.
Oltre al dolore, resta per i familiari anche il rimpianto di non aver potuto vegliarne la salma in casa, secondo la tradizione dei paesi di montagna, in quanto per legge era stata portata nella camera mortuaria di Gaby, a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Erminio Nicco