«Su Forum una becera strumentalizzazione»
IVREA. L'inchiesta giudiziaria è stata ormai archiviata, ma il caso Forum continua a tenere banco, a suscitare polemiche che inevitabilmente sconfinano nella politica. A parlarne in modo ufficiale è il sindaco Fiorenzo Grijuela con una conferenza stampa dai toni forti, alla quale partecipano gli avvocati che hanno difeso gli impiegati del Consorzio di formazione professionale finiti sotto inchiesta.
Il sindaco non ha peli sulla lingua nel definire «linciaggio mediatico» quello subìto dagli amministratori di Forum Mario Adorni (l'unico presente in sala Dorata) Gianfranco Eddone e Daniela Cappelletti. Ma soprattutto, Grijuela punta il dito su chi ha «trasferito sul piano politico una vicenda che doveva restare nelle aule giudiziarie». Il riferimento esplicito è agli autori dei manifesti affissi in città dove l'intera giunta veniva subdolamente accusata di connivenza rispetto ai reati ipotizzati per Forum.
«Non abbiamo mai espresso giudizi mentre la magistratura compiva il proprio dovere - dice Grijuela - ma adesso che c'è un decreto di archiviazione ho il dovere di condannare quel processo sommario che ha coinvolto l'intera giunta e la maggioranza che la sostiene. Qualche brutto personaggio politico ha cercato di strumentalizzare la vicenda. I cittadini riflettano bene sulla natura dei partiti che hanno firmato quei manifesti». I partiti, ben inteso, sono quelli di minoranza (esclusa la lista di Mario Raio) i cui simboli erano apparsi in calce ai manifesti.
Rincara la dose il vicesindaco Salvatore Rao. «Si è trattato di una becera strumentalizzazione da parte di chi voleva approfittare di una situazione di difficoltà per cercare un po' di visibilità». «Eravamo certi - conclude Grijuela - che gli amministratori di Forum fossero del tutto estranei a episodi di truffa. La nostra vera preoccupazione era per i cinquanta lavoratori che rischiavano il posto. Un rischio sventato dall'acquisizione delle attività da parte di Csea».
Mario Adorni, presidente di Forum, vuole sottolineare alcuni aspetti tecnici del tanto discusso corso Web City 2000. «E' vero che rispetto all'iniziale cifra di 78 aziende partecipanti, il numero è poi sceso a 38. Ma noi con quelle lezioni abbiamo formato 225 lavoratori per un numero di ore di lezione maggiore di quello che avevamo programmato con il Ministero del Lavoro».
Sul piano strettamete giuridico, gli avvocati Enrico Pivano, Paolo Chicco e Cristina Rey sottolineano che il decreto di archiviazione non lascia nessuna ombra sull'innocenza degli amministratori. La tesi accusatoria, infatti, si basava sul fatto che la variazione del numero dei lavoratori e delle aziende partecipanti al corso non fosse stata comunicata al ministero. Da qui il presunto ingiusto profitto. Tesi smentita dal Gip di Ivrea che nella sua ordinanza del maggio scorso aveva sostenuto che la variazione era stata comunicata nell'ottobre del 2001.
«Il decreto di archiviazione è chiaro - dicono Piovano e Chicco -. Non ci sono mai stati elementi per la truffa». Sul caso Fourm esistono ancora due ricorsi al tar del Lazio contro la richiesta del Ministero (ormai anacronistica) di revoca del finanziamento. La società Forum, tutt'ora esistente, deve ricevere dal ministero ancora un saldo di 150 mila euro, l'ultima tranche del milione e 300 stanziato per il corso Web City 2000.
Vincenzo Iorio