E per altri due anni sarà Cavaglià ad accogliere la nostra spazzatura
IVREA.Proprio in questi giorni il Consorzio Canavese Ambiente ha dovuto individuare la strada da percorrere per lo smaltimento dei rifiuti, a partire dal 1º gennaio 2006. Il 31 dicembre 2005 scade infatti il contratto con il Comune di Cavaglià, dove attualmente viene convogliata la spazzatura dei cinquanta comuni serviti, per la raccolta, dalla Società Canavesana Servizi.
Il Consorzio ha così esaminato quattro proposte economiche per il servizio di smaltimento. Due di queste provenivano da aziende della Provincia di Torino e chiedevano, per lo smaltimento, 120 euro a tonnellata; la terza è quella di Cavaglià che propone, invece, un costo di 113,50 euro a tonnellata e la quarta è arrivata addirittura da un'altra nazione, e chiedeva 107 euro a tonnellata.
«Il costo dello smaltimento per gli anni 2004/2005 è stato di cento euro a tonnellata - precisa il presidente del Cca, Maurizio Cieol -. Le quattro offerte riguardano il servizio per due anni cioè il 2006 e il 2007, in quanto nessuno è in grado di fornire garanzie per tempi più lunghi. La proposta di conferire i rifiuti in un'altra nazione è la più vantaggiosa economicamente, ma richiede un sito di stoccaggio temporaneo dei rifiuti sul territorio del Consorzio. La proposta pertanto è stata scartata per la non disponibilità di un'area idonea».
Alla fine il Cca è stato dunque partaicamente "costretto" a sceglire di nuovo Cavaglià perché «i costi sono quelli più economici, il sito è vicino alla Scs e poi c'è continuità nella gestione».
Per Cieol si è così individuata una soluzione per lo smaltimento della spazzatura fino al 31 dicembre 2007 ma egli ci tiene a ribadire che «il problema non è risolto in maniera definitiva. Intanto è in corso il piano della differenziata che a luglio ha permesso di raggiungere un risultato di grande portata e cioè il 52 per cento della raccolta, traguardo che il piano provinciale poneva al 2009. Nel 2007 le tonnellate di spazzatura da smaltire dovrebbero diventare 18 mila rispetto alle 40 mila annue dell'inizio del Piano di raccolta porta a porta».
«La riuscita di questa modalità di raccolta - rileva il presidente del Cca -. è da attribuire all'impegno di tutti i soggetti coinvolti e cioè i cittadini, che si sono impegnati nel realizzare la raccolta differenziata, gli amministratori, che hanno attuato con convinzione il piano di raccolta, e l'Scs che ha espresso un grande sforzo organizzativo ed operativo. Per ottenere altri risultati positivi è però necessario che l'impegno di tutti resti elevato e ci pare di poter essere ottimisti, visto il lavoro svolto fino ad oggi».
Dopo la soluzione provvisoria è però tempo che amministratori e cittadini uniscano gli sforzi per individuare quella definitiva.
Giuliana Airoldi