Grande corsa delle botti La vittoria ai novaresi

ROPPOLO.Puntuale come ogni anno si è disputata la corsa delle botti (nella foto) domenica 4 settembre. Il tempo, nonostante i capricci dei giorni prima, è stato clemente.
La scenografia è sempre la stessa: corsa in salita fino ai piedi del castello di Roppolo. I concorrenti, a coppie, hanno spinto la loro botte per 600 metri mentre un nutrito gruppo di spettatori li incitava a far in fretta, per bruciare i pochi secondi che avrebbero decretato i vincitori. Non sono mancate nemmeno le botti sfasciate lungo la salita. E comunque tutt'intorno era allestito con cura il consueto spettacolino di banda del paese e di stand enogastronomici per degustazioni di prodotti tipici e caserecci e di vini. Che poi a Roppolo non possono mancare. Perché il clima è già quello di vendemmia e di festa dell'uva e di premiazione degli "Ottimi", un riconoscimento che vede protagonisti tutti i produttori della zona, la prossima domenica. Sul piazzale antistante l'arrivo della corsa, anche 12 artigiani e uno stand della Provincia di Biella. Come sempre ad organizzare il tutto, cronometrare i tempi e stilare classifiche, era lo staff dell'Enoteca Regionale della Serra. Ieri dunque, dopo le prove di qualificazione alle 10 ed il girone eliminatorio alle 15, si è disputata la finale vinta dalla squadra di Maggiora, provincia di Novara, composta da Cristian Travain e Stefano Nonnis: due minuti per tagliare il traguardo. Seconda la squadra di Roppolo con Serafino Lebole e Angelo Pinna, due minuti e mezzo. Terza la squadra di Viverone 2 guidata da Walter Tarello "Il Bello" e Andrea Crotta, due minuti e 57 secondi; quarta la squadra di Cavaglià con Aldo Chiaverina e Giorgio Congio che hanno tagliato il traguardo in 3 minuti e 43 secondi. Quest'anno hanno partecipato alla corsa delle botti sei squadre con una differenza rispetto alle scorse edizioni: niente donne a gareggiare. Di solito qualche coppia "in rosa" si presentava alla competizione, quest'anno invece c'era soltanto una coppia di donne ad essersi iscritta: però fuori gioco perché una delle due concorrenti si è procurata una slogatura alla caviglia. Di certo il prossimo anno ci sarà una nuova occasione per rifarsi, perché la caratteristica corsa delle botti è diventata una tradizione in territorio roppolese, nonché un richiamo per tanti turisti, curiosi e visitatori. (e.p.)