La burocrazia vince sulla sensibilità
STRAMBINO. Alla fine non resta che l'amaro in bocca. La burocrazia si ferma davanti alle regole ed emerge che il centro commerciale Strambino 2 non ha l'obbligo di possedere i servizi igienici per disabili. Resta il fatto, però, che in quel caso i servizi igienici ci sono anche se, sabato scorso, un ragazzo tetraplegico non ha potuto utilizzarli. Il verbale dei carabinieri sostiene che il ragazzo, alla fine di una lunga discussione, ha utilizzato i servizi igienici normali, ma la famiglia racconta un'altra verità.
E dice che il figlio ha dovuto fare i bisogni in auto, nel parcheggio del supermercato.
Mamma Carmela è rimasta sorpresa nel sapere che i centri commerciali non hanno l'obbligo dei servizi igienici per disabili. «E' incredibile - commenta - io ho lavorato una vita al mercato interno di Porta Palazzo e c'erano i servizi igienici per coloro che lavoravano nella struttura e pure quelli per i clienti».
Mamma Carmela, comunque, continua a badare con abnegazione al figlio e non demorde nella sua battaglia per i diritti dei disabili. E' una battaglia culturale per tutelare la dignità delle persone ‘diversamente abili', una battaglia che, di quando in quando, si scontra con burocrazia, indifferenza, incomprensione. «Abbiamo già segnalato il nostro spiacevole caso - spiega - a Paolo Ferrero Osiride, presidente della Consulta Persone in Difficoltà che provvederà ad adottare le iniziative opportune». Ritorna a sabato pomeriggio: «Abitiamo a Torino e da anni veniamo in vacanza nel Canavese - racconta - Spesso facciamo la spesa in quel centro commerciale e più volte avevamo chiesto di poter accedere al servizio igienico per i disabili, ma non eravamo mai riusciti ad ottenere la chiave. Sabato, però, vista l'impellente esigenza di mio figlio abbiamo deciso di insistere e di chiarire la situazione una volta per tutte». E i servizi igienici per disabili di Strambino 2 sono diventati un caso. Passati da un posto all'altro del centro commerciale per avere la chiave, gli animi si sono surriscaldati. Fino a quando non sono arrivati i carabinieri e l'amministratore di Strambino 2 Giovanni Bossi. «Nel bagno per disabili - dice Bossi - teniamo l'occorrente per pulire il pavimento quando i clienti inavvertitamente rompono bottiglie di vetro».
Ma anche qui, le versioni su quanto è accaduto divergono. E non poco. «I carabinieri - aggiunge mamma Carmela - non solo hanno visto il servizio igienico per disabili, finalmente aperto, pieno di oggetti ingombranti ed inutilizzabile per la sporcizia dentro e fuori il water, ma hanno anche sentito le parole offensive che sono state pronunciate nei nostri confronti. Noi stessi siamo subito dopo andati in caserma a Strambino a sottoscrivere un esposto».
Nei giorni successivi, gli ispettori del servizio di Igiene pubblica dell'Asl 9 hanno effettuato un sopralluogo non riscontrando alcuna irregolarità. «La legge parla chiaro - spiega Maria Pia Alibrandi, direttore del servizio Igiene e Sanità pubblica dell'Asl 9 di Ivrea - I centri commerciali non sono obbligati ad avere bagni di nessun tipo a disposizione dei clienti. L'obbligo, invece, riguarda i locali pubblici, ovvero bar e ristoranti».
Il sindaco di Strambino, Savino Beiletti, preferisce chiamarsi fuori («Io non ho assistito all'episodio») ed affrontare la questione esclusivamente sul piano della burocrazia: «L'Asl 9 non mi ha fatto sapere nulla - dice - Se mi arriverà qualcosa di ufficiale, agirò per quanto riguarda le mie competenze. I carabinieri, per il momento, mi hanno chiesto di mandare i responsabili dell'ufficio tecnico a verificare gli accessi per disabili al centro commerciale. I tecnici mi hanno fatto sapere che era tutto in regola e che mi sarà presto inviata una relazione».