Pensionati Cisl ‘Lotta dura agli aumenti'

IVREA.Sulla lotta al carovita i pensionati Cisl minacciano un "autunno bollente". Dalla Fnp/Cisl, Lega di Ivrea affermano che «sull'emergenza sociale non è più tempo di allineare dati, analisi e denunce che cadono nella completa indifferenza delle cosiddette èlite: politiche, partitiche, istituzionali, economiche o finanziarie. E' tempo invece di rovesciare l'agenda delle priorità del Paese, imponendo con la forza della protesta organizzata più dura e decisa, l'emergenza sociale».
«Ed è in questo scenario che i pensionati stanno preparando, per l'autunno, quello sciopero generale al quale le confederazioni Cgil, Cisl e Uil hanno promesso il sostegno».
«Il gioco della manipolazione della realtà, a proposito di carovita - dicono alla Cisl - è ormai diventato insultante per le classi popolari e per le fasce più deboli della società, innanzi tutto per gli anziani. Ci raccontano, che l'inflazione è in calo. Ma in realtà questo significa che cresce solo un po' meno del mese precedente. E ciò sempre facendo una media spudorata tra consumi voluttuari e tecnologici e consumi primari del mangiare, della casa e delle cure personali. Il problema della povertà dilagante, non solo tra gli anziani, non viene rilevato in sé e per sé, in quanto tragedia sociale; bensì come preoccupazione dei commercianti per i negozi deserti e si traduce magari in richiesta di alleggerimenti fiscali: un premio aggiuntivo per chi ha speculato sull'euro! Quanto alle tariffe che dovrebbero essere sotto il controllo pubblico, in realtà hanno ulteriormente taglieggiato del 10% in un solo anno, i redditi dei pensionati che stanno nella media dei 10 mila euro annui».
«La ricchezza del Paese si sposta sempre più nelle fasce privilegiate, che ne detengono il 76 per cento: 3 punti in più rispetto a 10 anni fa (se dobbiamo credere a Bankitalia) - continua la Federazione Nazionale Pensionati della Cisl -. O il sindacato si mostrerà in grado, da subito, di dare voce alla speranza per i lavoratori, pensionati, disoccupati, e non-autosufficienti, oppure il Paese rischierà una deriva incontrollata che potrebbe minare le fondamenta della nostra democrazia».