Verrès, successo della patronale
VERRES. S'è chiusa con successo la festa patronale di S. Gilles a Verrès, organizzata dalla Pro Loco presieduta da Fabrizio Casiraghi. Numerosi sono stati gli appuntamenti riservati ai verreziesi e ai tanti turisti, a cominciare dal grande concerto d'apertura del 29 agosto.
In quell'occasione, sul palco si sono esibiti la Filarmonica di Verrès e il Corpo Bandistico S. Maria Immacolata di Loano. Piacevole è stata anche la serata di martedì con la discoteca in piazza dei Midnigh Express. E' poi seguito, mercoledì, per il piacere dei più piccoli, lo spettacolo "Fiabe per sempre" con la compagnia dei Fantulin che ha riscosso un notevole successo grazie ai suoi burattini e attori.
Nella giornata di S. Gilles, spazio ancora ai bambini con il laboratorio creativo degli "Spaventapasseri": ogni bambino era chiamato a costruire uno Spaventapasseri che poi si portava con gioia a casa. In serata, al cinema Ideal si è svolta la rappresentazione di "Euli, asil, sal, salada" con la compagnia "Ars et Labor" che ha strappato numerosi e continui applausi al folto pubblico presente. A conclusione della settimana patronale, nella serata di venerdì il gruppo emergente dei "Faithfull" si è esibito davanti a un pubblico di giovanissimi.
«A parte la giornata conclusiva - sottolinea il presidente della Pro Loco, Fabrizio Casiraghi -, in parte rovinata da un temporale di passaggio, tutte le manifestazioni patronali del 2005 mi sembra che abbiano riscosso un buon successo, sia per quanto riguarda la partecipazione popolare sia per i contenuti proposti. Non smetterò mai - aggiunge Casiraghi - di ringraziare tutti coloro che si sono prodigati per la buona riuscita della festa».
Oltre al laboratorio degli "Spaventapasseri", grande successo hanno avuto i gonfiabili per bambini che hanno animato per tre giorni piazza Fiorin e dintorni: «Infatti, quest'anno - conclude il presidente Casiraghi - la Pro Loco per la festa patronale ha puntanto molto sul divertimento per i bambini. E le soddisfazioni non sono davvero mancate».
Pino Bellocco