Un monumento per gli Alpini
CAREMA.Un giusto tributo a chi ha dato la vita per la Patria e un riconoscimento a chi da sempre con tenacia e coerenza opera a favore del Comune di Carema. Questo vuol testimoniare il Monumento all'Alpino, eretto dall'amministrazione comunale e inaugurato domenica scorsa con una grande manifestazione che ha radunato tante Penne Nere da ogni angolo del Canavese, rappresentanti di associazioni, autorità civili e militari. Non sono mancate le note della Fanfara Alpina d'Ivrea, diretta dal maresciallo Sergio Bonessio.
Una manifestazione, quella di domenica, che è iniziata con una sfilata di Penne Nere e autorità da piazza Pianteis a quella della Chiesa, dove è avvenuta la deposizione di corone d'alloro alle lapidi dei Caduti. Nel corteo spiccavano il labaro della sezione Ana d'Ivrea e i gagliardetti di trenta gruppi canavesani, biellesi e valdostani. In sfilata anche molte autorità. Con il sindaco di Carema, Giovanni Aldighieri, c'erano i colleghi di Settimo Vittone e Pont Saint Martin, Mauro Peretto e Alberto Cretaz, il presidente della sezione Ana d'Ivrea, Luigi Sala, e il commendator Adolfo Formento Dojot, rappresentante degli ex Internati.
La parata, accompagnata dalle marce della Fanfara, ha raggiunto l'area sportiva, dove, dopo l'alzabandiera, il nuovo parroco monsignor Guido Griffo ha officiato la messa, conclusasi con la recita "Preghiera dell'Alpino" da parte di Ferdinando Garnerone del gruppo Ana di Castellamonte. E' seguita la cerimonia di inaugurazione del monumento con lo scoprimento della scultura di bronzo, raffigurante un alpino con il suo mulo, realizzata dallo scultore Mauro Chenuil di Donnas, e la benedizione del parroco. Subito dopo gli alpini di Settimo Vittone-Carema hanno deposto una corona d'alloro e la Fanfara Alpina ha suonato inni e brani. La cerimonia è proseguita con i discorsi ufficiali di Renzo Pellerei, capogruppo Ana di Settimo Vittone-Carema, e del sindaco Giovanni Aldighieri, il quale ha rimarcato che il monumento è stato realizzato quale riconoscimento agli alpini dell'impegno profuso nei confronti della comunità caremese. Poi ha tracciato un dettagliato excursus storico dall'istituzione del Corpo degli Alpini nel 1872 sino ad oggi, anno della smilitarizzazione, mettendo in luce quanto gli alpini caremesi siano sempre stati amati dalla popolazione. Ed ha aggiunto: «Questo monumento rimarrà una testimonianza del valore dei nostri straordinari alpini e anche del rapporto con i loro muli, utilizzati per il trasporto dell'artiglieria pesante».
A conclusione del suo discorso, Aldighieri ha ricordato con commozione il capogruppo onorario Adriano Cosa, scomparso nel febbraio di quest'anno. Anche il presidente Luigi Sala, ha sottolineato: «Ritengo - ha detto - che questo monumento possa riassumere il passato, il mulo ne è il simbolo, il presente, come ringraziamento del nostro agire, e il futuro, come speranza di continuità di valori e di vita delle nostre truppe e della nostra associazione».
Cristina Baglione