«Un sogno di tanti»

MONTALENGHE.«Sarebbe il sogno di tanti montalenghesi quello di poter nuovamente accedere, anche se ovviamente rispettando regole ed orari precisi, almeno a quella parte del grande parco che volge verso piazza Statuto», il sindaco Valerio Grosso commenta così la notizia delle trattative in corso per la cessione di una parte dell'ex "Priorato San Carlo", la proprietà da tanti anni appartenente alla "Fraternità San Pio X" dei padri tradizionalisti (seguaci dello scomparso vescovo francese monsignor Marcel Lefebvre).
La notizia dell'alienazione, su cui gli attuali occupanti della residenza (peraltro sempre molto disponibili con la popolazione ed ai contatti con il mondo esterno) mantengono uno strettissimo riserbo, è comunque immediatamente rimbalzata in paese.
Una convivenza sempre impostata al reciproco rispetto quella tra la popolazione e la comunità parrocchiale da un lato, ed il nucleo di religiosi in dissidio con la Chiesa di Roma dall'altro: questi ultimi, peraltro, continuerebbero, si dice, a soggiornare nei locali dell'ex-istituto salesiano, lasciando al nuovo compratore (si sussurra di un facoltoso medico milanese) la villa settecentesca appartenuta in passato ad una nobildonna del paese bassocanavesano, oltre a cinque ettari dell'annesso parco.
Un vasto polmone verde che, coi suoi undici ettari di estensione totale, sovrasta dall'alto di una collina il centro di Montalenghe, con cui confina e da cui è separato da una recinzione lungo la centralissima via don Bosco (oggetto qualche anno fa di un crollo dovuto a eventi naturali, e quindi ricostruita) e dove, non dimentichiamo, è conservato uno dei rarissimi esemplari in Europa di "cedro dell'Atlante", un albero secolare di dimensioni imponenti che, tra l'altro, è stato incluso nell'albo delle piante storiche del Piemonte, autentico spettacolo naturale.
«Per il momento - continua, e precisa, il primo cittadino - l'amministrazione comunale non può far altro che stare alla finestra in attesa degli eventi, tenuto conto che si tratta di una trattativa privata ma, certamente, molti dei ricordi della nostra popolazione più anziana sono legati a quel parco ed a quei luoghi, in cui ogni montalenghese vorrebbe poter rimettere piede, magari anche solo in certi precisi orari e giorni prestabiliti dalla proprietà».
Un'idea, per quanto ardita e di non semplice realizzazione, balenata da qualche giorno in più di un residente, ma per la quale, è ovvio, si potrà eventualmente aprire un eventuale negoziato soltanto dopo l'avvento della nuova proprietà.
L'ex-priorato, ricordiamo, è servito per anni da luogo di ritrovo spirituale e di preghiera, per i seguaci della dottrina del vescovo francese: cosa che, ovviamente, ne consentiva sinora l'accesso solo ad un numero ristretto di adepti e, solo occasionalmente (e, com'è logico, a discrezione della proprietà), a qualche visitatore esterno, intenzionato, per lo più, a godersi da vicino lo spettacolo del maestoso cedro e del belvedere sul centro storico di Montalenghe.
Stefano Saccotelli