OliIt, ora c'è il protocollo d'intesa
IVREA.Nero su bianco, un protocollo di intesa per la ricollocazione dei lavoratori OliIt. E' stato firmato la scorsa settimana a Roma, al tavolo presieduto dall'onorevole Gianfranco Borghini, coordinatore delle iniziative per l'occupazione per conto di Palazzo Chigi. Intanto, la Procura della Repubblica di Ivrea prosegue le indagini per appurare se, dietro al fallimento di OliIt, ci sia stata una bancarotta fraudolenta. I militari della Guardia di Finanza hanno perquisito le sedi del gruppo 3LTrading che faceva sempre capo a Luigi Luppi, l'imprenditore emiliano nei confronti del quale si ipotizza il reato di bancarotta fraudolenta. Oltre a Luppi, nel fascicolo della Procura (pm Giorgio Vitari e Roberto Ruscello), sono iscritti nel registro degli indagati anche altre sette persone (comprese la moglie ed il nipote di Luigi Luppi, Alessandra Arcari e Cesare Luppi), legate a vario titolo alle società del gruppo 3LTrading. I militari, con in mano un mandato della Procura di Ivrea, hanno acquisito tutta una serie di documenti che, ora, saranno esaminati dai consulenti dei pubblici ministeri. I pm vogliono ricostruire esattamente la nascita e la vita (breve) di OliIt. La società, nel dicembre del 2003 aveva acquisito gli asset produttivi di Scarmagno da Ics, la new co. ideata da Carlo Fulchir (indagato per il crack Finmek dalla Procura di Padova) e attraverso la quale aveva acquistato dalla procedura fallimentare la Op Computer. OliIt, con stabilimenti a Chieti ed Avezzano, aveva pagato gli stipendi ai lavoratori (circa duemila) solo per pochissimi mesi. Poi era iniziata una crisi finanziaria senza uscita e portata avanti con dichiarazioni a vari tavoli istituzionali che, entro breve, sarebbe arrivata una ingente somma di denaro in grado di riavviare lo stabilimento di Scarmagno e le altre sedi del nuovo gruppo. Soldi, però, che non sono mai finiti nelle casse della società, dichiarata fallita nell'ottobre scorso dal tribunale di Ivrea dopo un ultimo tentativo di cessione.
Sul fronte sindacale ed istituzionale, intanto, erano cominciati i contatti per evitare un altro duro colpo occupazionale per il territorio. La scorsa settimana, a Roma, è stato siglato un primo protocollo di intesa che pone le basi per la ricollocazione dei lavoratori OliIt nel polo informatico della pubblica amministrazione che nascerà a Loranzè, secondo un progetto dell'Asm di Settimo Torinese. Il protocollo di intesa servirà al curatore fallimentare di OliIt Valter Bullio per poter chiedere una proroga della cassa integrazione straordinaria. I commenti delle istituzioni sono positivi. «Soddisfazione» è stata espressa dagli assessori regionali alle Attività Produttive e al Lavoro Gianluca Susta ed Angela Migliasso. Antonio Saitta, presidente della Provincia, sottolinea: «La Provincia mette a disposizione due milioni di euro, residuo dei fondi del Patto Territoriale del Canavese». Qualche perplessità, invece, arriva dal sindacato, non coinvolto nella firma del protocollo di intesa. Lino Malerba, Fiom, osserva: «E' positivo il fatto che sia stato messo nero su bianco il progetto del polo informatico per la pubblica amministrazione e che siano stati definiti alcuni impegni. Restano da capire, per noi, le intenzioni della curatela fallimentare. Il nostro obiettivo è trovare una ricollocazione per tutti i 283 lavoratori di OliIt e vogliamo, come organizzazioni sindacali, essere protagonisti nella discussione che si apre adesso». Il protocollo firmato non indica numeri di lavoratori da ricollocare (si parlava di 180, ma il paragrafo relativo è stato tolto dal documento finale). L'appuntamento, sempre al tavolo di Borghini, è per l'8 settembre. I lavoratori di OliIt, invece, si ritroveranno in fabbrica lunedì 29 agosto alle 9,30 per fare il punto sulla situazione. (ri.co.)