Scomparsa la preside Carla Rabogliatti

IVREA. Nei giorni scorsi, si è spenta, nella sua abitazione di Ivrea, dopo una lunga malattia, la preside Carla Rabogliatti. Figura di spicco nel mondo scolastico canavesano, insegnò per molti anni alla media di Cascinette, fu poi preside, prima alla media di Agliè, poi, per 15 anni, a quella di Banchette. Carla Rabogliatti ha sempre affiancato, al lavoro scolastico, l'impegno nel volontariato con particolare attenzione al disagio sociale. Le esequie si sono svolte nella mattinata di venerdì 15 luglio, nella chiesa di San Grato al Borghetto di Ivrea. Così la ricorda l'insegnante e amica Laura Chiono.
«Carla Rabogliatti ha lasciato una traccia indelebile nel mondo scolastico canavesano. Chiunque l'abbia conosciuta, allievo, genitore, insegnante, ha avuto modo di apprezzare la sua profonda umanità, la sua disponibilità all'ascolto, la sua concreta capacità di aiutare e di porsi al servizio degli altri. E' stata una preside molto particolare: spesso insofferente alle regole burocratiche, ma sempre capace di cogliere con lucidità i problemi veri della realtà scolastica, mai autoritaria, ma sempre determinata a raggiungere gli obiettivi che si era posta coerentemente con la sua idea di scuola».
«Per Carla la scuola aveva il compito di contribuire al miglioramento della società: perciò bisognava offrire a tutti gli alunni condizioni reali di pari opportunità nel tentativo di superare le differenze di natura sociale che spesso compromettono i risultati scolastici. Spinta da queste idee, insieme con i colleghi Loredana Baroli (Piverone) e Cesare Polcari (Strambino), aveva introdotto nelle sue scuole (Agliè e poi Banchette), fra le prime in Italia, il "tempo pieno". Con questo modello organizzativo si voleva superare la frattura fra le attività di insegnamento (fino ad allora raggruppate al mattino) e le attività di integrazione/doposcuola (relegate al pomeriggio) e riservate soltanto ai ragazzi con difficoltà e bisognosi di assistenza».
«L'impegno di Carla nel gestire la scuola era inesauribile; la sua attenzione era costantemente rivolta agli alunni più deboli che conosceva uno ad uno e con i quali riusciva ad instaurare un rapporto personale di amicizia. Molti di questi ragazzi entravano, senza alcun timore in presidenza, salutando con un affettuoso "ciao Carla". Con il suo modo di essere, apparentemente remissivo e dimesso, aveva una forte capacità di aggregare e creare condivisione nel progetto di scuola: il clima a scuola era buono, si lavorava molto e si aveva l'impressione di costruire qualcosa. La scuola era aperta al territorio e con il territorio sapeva interagire».
«Notevole l'impegno di Carla anche volontariato, con particolare attenzione ai contesti di disagio sociale. In questa direzione si colloca il contributo da lei dato nella creazione dell'Istituto Cuniberti, sorto per dare risposta all'esigenza di formazione professionale dei ragazzi con maggiore difficoltà esclusi da altri tipi di scuola. Ormai in pensione ha coordinato gruppi di volontari (studenti, insegnanti) che seguivano ragazzi con disagio sociale e insuccesso scolastico».
«In questo momento, così difficile per la scuola italiana, dovremmo avere la capacità di raccogliere il patrimonio di idee, progetti e sogni che Carla ci lascia e che non deve andare perduto organizzando, con la collaborazione dei Comuni di Ivrea e Banchette, delle associazioni professionali degli insegnati e delle scuole dell'Eporediese momenti di riflessione sulla scuola e una scuola del nostro territorio potrebbe essere dedicata a Carla Rabogliatti per ricordare e sperare ancora».