È una tappa obbligata per chi punta al Mondiale

SAN FRANCESCO AL CAMPO. Ha preso il via ieri sera, mercoledì, la quinta edizione della ‘Sei Giorni' di Torino, che come di consueto si disputa sul velodromo Francone di San Francesco al Campo. Da quest'anno la Federazione Ciclistica Internazionale ha deciso di valorizzare le Sei Giorni in un modo semplicissimo: le coppie qualificate per i mondiali dell'americana saranno infatti determinate dai punteggi ottenuti dai vari corridori nelle varie "sei giorni" disputate e quindi, contrariamente al solito, gli specialisti dovranno gareggiare in molte ‘sei giorni' per poter conquistare più punti possibili e garantirsi l'accesso ai prossimi Campionati del mondo. Anche la manifestazione canavesana non può che guadagnarci in quanto a interesse e spettacolo.
Queste le gare tradizionalmente in programma in una "sei giorni".
1) La corsa a punti: gara su un predeterminato numero di giri, con traguardi a punteggio ogni dieci giri, con lo sprint finale a punteggio doppio. Chi acquisisce il maggior numero di punti vince.
2) L'eliminazione: ad ogni giro l'ultimo atleta viene eliminato fino a che in pista non rimane un solo atleta che vince la gara.
3) Il Giro lanciato a coppie: si corre su due giri, dove il primo atleta guida il compagno per il primo giro e lo lancia per il secondo che viene cronometrato. Si aggiudica la prova chi effettua il miglior tempo.
4) Gara ad handicap: gara di velocità con partenze da distanze diverse decise dalla giuria con un numero predeterminato di giri con la volata finale.
5) L'americana: gara regina della ‘sei giorni', spettacolare e tecnica. Nata in America e per questa comunemente così denominata, consiste nel correre in coppia uno con dorsale rosso e uno con dorsale nero. Nell'americana ad ogni giro viene dato il cambio con il lancio, ogni dieci giri viene effettuato lo sprint a punteggio, e i giri guadagnati vengono tenuti buoni per la classifica. Quindi in teoria una coppia con solo un punto conquistato ma con un vantaggio nel computo dei giri vincerebbe la gara.
Giorgio Sergnese