Morto ‘Negus', il sarto di Carrone
STRAMBINO. Si svolgeranno venerdì alle 9,30, nella chiesa parrocchiale di Carrone, i funerali di Giovanni Grassino, il pensionato di 85 anni deceduto lunedì pomeriggio in un terribile incidente stradale lungo la provinciale che da Strambino conduce a Vische. A bordo della sua "Ape 50", Grassino stava facendo ritorno al ricovero del paese. Pochi minuti prima era stato al cimitero per deporre, come faceva quasi ogni giorno, un fiore sulla tomba della moglie.
L'incidente è avvenuto pochi minuti dopo le 16. L'Ape condotta da Grassino proveniva da frazione Carrone. L'uomo avrebbe "bruciato" lo stop, imboccando la provinciale in direzione Strambino. In quel momento la Lancia Y condotta da Luca Cosentino, 25 anni, di frazione Crotte, Strambino, sopraggiungeva in direzione Vische. Inevitabile l'impatto tra i due mezzi, nonostante la frenata e la manovra di aggiramento tentata da Cosentino.
L'immagine che si è presentata ai primi soccorritori è stata davvero raccapriciante. Nel tremedo impatto, il pensionato è stato scaraventato fuori dall'abitacolo del motocarro e la sua testa è stata tranciata di netto nello scontro. Se l'è, invece, cavata con qualche escoriazione al volto e un grosso spavento, l'autista della Lancia Y.
Giovanni Grassino era un uomo stimato e conosciuto a Strambino. Aveva vissuto tutta la vita in frazione Carrone, dove insieme alla moglie Lorenza Massia, deceduta nel 1999, aveva esercitato la professione di sarto. Da qualche anno viveva nella casa di riposo di Strambino. Ogni pomeriggio, Giovanni però saliva a bordo della sua Ape e tornava in frazione Carrone per andare a salutare i figli e rivedere gli amici di sempre. Prima di fare ritorno nel ricovero, andava al cimitero per portare un fiore sulla tomba della moglie.
Bruno Grassino, figlio maggiore della vittima, è stato tra i primi ad arrivare sul luogo dell'incidente. «Nonostante l'età era una persona ancora allegra, sempre con il sorriso sulle labbra - dice -. Quell'Ape rappresentava la sua libertà». Giovanni Grassino era noto tra i suoi paesani con il nome di "Negus", per via di un travestimento ideato più di settant'anni fa durante il carnevale.
Sulla dinamica dell'incidente, ricostruita dai carabinieri di Strambino, sembrano non esserci dubbi. Con ogni probabilità, la vittima ha bruciato lo stop, forse accecato dal sole ancora forte a quell'ora del pomeriggio. Ma al di là della tragica fatalità, l'incidente di lunedì scorso ha dato nuova linfa alle proteste degli abitanti di frazione Carrone. Da sempre i residenti hanno chiesto che l'accesso dal centro abitato alla provinciale fosse regolato da una rotonda. «Le auto corrono sempre a forte velocità su questo tratto di strada - dicono -. Con ogni probabilità una rotonda avrebbe evitato questo come altri incidenti seppur meno gravi». (vi.io)