«Dico ‘no' alla cultura del sospetto»

IVREA. «No alla cultura del sospetto. Non può servire per un buon governo del Paese». Così s'è espresso il sindaco difendendo le persone, cui il manifesto firmato dall'opposizione faceva riferimento, rimarcando che le loro pendenze con la giustizia (da accertare) non sono legate alla truffa o ad azioni ai danni dei cittadini. Il direttore della Scs, uno dei citati dal manifesto, «è stato condannato per l'altezza di una recinzione» ha precisato il sindaco, aggiungendo che lo scontro politico non si può basare su tali fatti. Circa la dialettica ha precisato che «gli amministratori si possono ampiamente esprimere in sede di commissioni consiliari, dove la giunta porta e illustra tutti i suoi progetti. «Prima di ogni cosa bisogna rispettare le istituzioni e non usarle per se stessi - ha puntualizzato -. Fondamentale, poi, il rispetto delle persone, che non possono essere attaccate con l'arma del sospetto che rovina i rapporti politici. Questi si devono fondare sulla dialettica delle idee, per il bene delle istituzioni e della città».