Estate decisiva per la piscina

CALUSO. Comincia con un attacco frontale ma finisce con buoni propositi la risposta dell'assessore provinciale allo sport Patrizia Bugnano alle polemiche sulla piscina di Caluso che rischia di chiudere per sempre i battenti a causa delle ‘ristrettezze' economiche del Comune di Caluso e della Provincia di Torino che non sarebbero in grado di reperire le risorse necessarie per urgenti lavori di manutenzione straordinaria all'impianto. La vicenda è quindi più aperta che mai.
«Ritengo sia necessario - sottolinea in un lungo comunicato l'assessore Bugnano - fare chiarezza una volta per tutte sull'argomento anche al fine di evitare operazioni propagandistiche di chi, facendo leva sulla legittima richiesta dei cittadini di poter utilizzare l'impianto natatorio, si sottrae alle sue responsabilità e vorrebbe viceversa accollare sulla Provincia impegni mai assunti o, comunque allo stato non assumibili».
LA CONVENZIONE
Va detto che la gestione della piscina che è di proprietà provinciale, è affidata dal 2000 al Comune di Caluso che ne è dunque l'ente gestore con tutte le responsabilità e gli obblighi che ne derivano, come da convenzione sottoscritta con la Provincia (ed approvata in sede di consiglio durante l'amministrazione Chianale). La convezione prevede la concessione dell'impianto natatorio al Comune di Caluso in comodato d'uso gratuito per 19 anni. Nessun introito quindi per l'amministrazione provinciale a fronte dell'assunzione da parte del Comune delle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria. Per accompagnare questo regime convenzionale era stato previsto che l'assessorato allo Sport della Provincia erogasse un contributo annuale per eventuali disavanzi di gestione. Contributo previsto per l'anno 2000 in cinquanta milioni di lire e per gli anni dal 2001 al 2004 di trenta milioni delle vecchie lire annue. Somme sempre regolarmente corrisposte. «La convenzione - precisa l'assessore Bugnano - esclude espressamente qualsiasi ulteriore intervento da parte della Provincia in conto spese di gestione».
IL RISCHIO CHIUSURA
È a questo punto, esaurito il contributo provinciale, che cominciano i problemi per la piscina.
L'allarme degli amministratori calusiesi scatta nel dicembre 2004. «Senza un aiuto da parte della Provincia la piscina di Caluso rischia di chiudere», aveva detto l'assessore allo sport del Comune Paolo Meo.
Chiamata in causa l'assessore Bugnano comincia ad interessarsi dell'impianto di Arè. «Dopo un primo incontro con gli amministratori - riprende a spiegare Bugnano -, ho provveduto a dare mandato allo sportello di consulenza sull'impiantistica sportiva della Provincia, affinchè redigesse un possibile piano di sviluppo della piscina. Sostanzialmente, partendo da un'analisi del bacino di utenza dell'impianto, si trattava di capire come un intervento di recupero e riqualificazione funzionale della struttura potesse andare ad incidere positivamente su questi costi di gestione e su una migliore fruibilità della piscina. Lo sportello ha prodotto uno studio che è stato successivamente consegnato al sindaco di Caluso e all'assessore allo sport nel mese di marzo».
LO STUDIO
Lo studio aveva esaminato due tipologie di intervento, uno più costoso di circa un milione di euro che prevedeva, oltre ai lavori di manutenzione straordinaria anche un rifacimento della struttura che permettesse un uso polifunzionale dell'impianto, l'altro più modesto che, a fronte di una spesa di 500mila euro prevedeva un ammodernamento ed una manutenzione straordinaria della struttura esistente. In una serie di incontri e di sopralluoghi successivi organizzati dall'assessore erano poi state evidenziate delle difficoltà oggettive per un intervento diretto da parte della Provincia.
«Innanzitutto - riprende Bugnano - l'esistenza della convenzione che, prevedendo l'obbligo di manutenzione straordinaria a carico del Comune di Caluso rende giuridicamente impossibile un intervento della Provincia di Torino ‘tout court' ma solo previa revoca della concessione per inadempimento del Comune all'obbligo contrattuale. La scelta della revoca della concessione che comunque era un atto cui la Provincia non vorrebbe arrivare, renderebbe a quel punto la Provincia unico soggetto e quindi a suo completo carico sarebbero le spese, troppo onerose e difficilmente compatibili con le risorse attuali della Provincia, rese più scarse dai tagli apportati dalla legge finanziaria. Dopo questi incontri - conclude l'assessore Bugnano - con il sindaco di Caluso il dialogo è rimasto aperto. Il primo cittadino ha richiesto al servizio edilizia della Provincia un'ulteriore verifica rispetto alla funzionalità dell'impianto, mentre il mio assessorato sta valutando ancora possibili soluzioni per evitare la chiusura dell'impianto. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di affidare il servizio con gli oneri di adattamento dell'impianto a carico in parte del sodalizio gestore-concessionario, in parte a carico dell'ente proprietario dell'impianto».
La piscina di Caluso sarà poi argomento di una delle prossime giunte provinciali.
LA RACCOLTA FIRME
Intanto prosegue la raccolta firme avviata da un comitato spontaneo che si prefigge l'obiettivo di sensibilizzare la numerosa utenza della piscina di Caluso. La raccolta che a tutt'oggi ha superato le cinquecneto firme, terminerà giovedì 30 giugno. Sarà l'ultimo giorno di apertura dell'impianto di Arè prima della pausa estiva. La speranza è di vederlo riaperto a settembre.
Lydia Massia