L'armadio blindato è rimasto nel parco

OZEGNA. Padroni di casa e vicini che si coalizzano e "arrestano" i ladri che si stavano portando via un armadio blindato. Ne nasce anche un parapiglia, con lo stesso padrone di casa, che, a tarda sera, finisce al pronto soccorso e due dei quattro che gli stavano svaligiando la villa ‘salvati' dai carabinieri. E' successo tutto sabato sera, intorno alle 20, ad Ozegna.
In carcere, con l'accusa di tentata rapina impropria, sono finiti due nomadi rom residenti al campo vicino all'aeroporto di Caselle: Zani Dragutinovic, yugoslavo di 30 anni, e Drago Dordevic, 21 anni. Probabilmente già questa mattina i due, rinchiusi alla casa circondariale di Ivrea, compariranno davanti al Gip per l'udienza di convalida dell'arresto.
I fatti, concitati e di non facile ricostruzione per i carabinieri di Agliè e del nucleo operativo della Compagnia di Ivrea, si possono all'incirca riassumere così.
Si comincia con una bella villa, sabato pomeriggio disabitata per alcune ore. La famiglia che vive lì era stata in Alto Canavese a trovare alcuni parenti. E, al ritorno, ecco la brutta sorpresa. Quando il padrone di casa apre il cancello per entrare con l'auto nel parco, quasi non crede ai suoi occhi. Quattro persone stanno tranquillamente passeggiando nel suo giardino cercando di trascinare un pesante armadio blindato, dove è contenuta - ed è regolarmente denunciata - una bella collezione di armi antiche. I quattro - non si sa se, nascosto poco lontano, ci fosse anche un palo che non è riuscito ad avvisare i complici - erano entrati nella villa forzando un cancello.
La sorpresa, in verità, deve essere stata anche dei quattro che, dopo un rapido scambio di occhiate con i padroni di casa arrabbiatissimi e urlanti, a quel punto decidono di mollare lì l'armadio blindato e darsela a gambe il più rapidamente possibile. Colpo andato male, pazienza. Ma anche il padrone di casa decide di reagire in modo piuttosto energico: grida e strepiti attirano in strada i vicini di casa e la fuga dei quattro diventa un film.
Se un uomo grande e grosso - a sentire dalle testimonianze - fugge scavalcando il muro di cinta della scuola elementare, un altro, correndo più veloce della luce, riesce ad arrivare all'auto parcheggiata in via San Rocco, vicino alla chiesetta. I carabinieri hanno poi verificato che l'auto utilizzata dai due per scappare era una Lancia Thema intestata ad una ditta di Volpiano e, almeno a sabato sera, non risultava essere oggetto di una denuncia di furto.
Va decisamente peggio a Dragutinovic e Dordevic. Padrone di casa e vicini li bloccano, mentre altri chiamano i carabinieri. Forse non sanno che, in caso di flagranza di reato, anche i cittadini possono "arrestare" altri cittadini. Quello che accade pare più frutto della concitazione del momento. Tra i tanti incuriositi dal movimento nella zona, intanto, arriva anche il sindaco di Ozegna, Claudio Nepote Fus. E' lo stesso primo cittadino che aiuterà i padroni della villa a riportare in casa l'armadio blindato. Si scopre intanto che le varie stanze sono state messe tutte sottosopra. E, dalla tasca dei pantaloni di Dragutinovic, intanto salta fuori una spilla in oro, sottratta poco prima.
La serata finisce, per il padrone di casa, al pronto soccorso dell'ospedale di Ivrea e per i due rom, in una cella del carcere di Ivrea.
Ad Ozegna, intanto, non si parla d'altro che dell'animato sabato sera. Non è la prima volta, del resto, che i ladri visitano quella zona. La custode della scuola elementare ha raccontato un episodio simile tranne che nell'epilogo. Ovvero: nel novembre scorso, tornando da una visita al cimitero, aveva trovato i ladri in casa che, non appena si erano accorti di essere stati scoperti, si erano dati alla fuga.
Sempre ad Ozegna, qualche mese fa, un altro episodio era salito agli onori delle cronache. Un signore si era trovato un ladro nel cortile, in fuga dopo essere stato scoperto nell'abitazione di una vicina. Armato di coltello. La risposta erano stati alcuni colpi di pistola.
Rita Cola(ha collaborato Dario Ruffatto)