A Settimo Vittone è di nuovo scattato l'allarme-cinghiali
SETTIMO VITTONE.È emergenza cinghiali sulle montagne di Settimo Vittone. Branchi di ungulati stanno arrecando considerevoli danni agli alpeggi d'alta quota, in particolare a quelli situati sopra la pista che da San Giacomo di Andrate porta in località Montagna Carema. Il fenomeno preoccupa fortemente gli amministratori locali perché i cinghiali, oltre ad arrecare gravi danni agli alpeggi, costituiscono un serio pericolo per l'incolumità dei margari che, in questo periodo, vivono in montagna con il loro bestiame. Ormai l'intera montagna settimese è stata presa d'assalto dai cinghiali: dalle località Strà e Landi sino a Monchiri, verso Montagna Carema. Tracce del loro passaggio si rilevano anche nei boschi sopra Torre Daniele e Caney, a circa 600 metri d'altitudine. Certo l'invasione degli ungulati è più preoccupante di quella avvenuta nella tarda primavera 2004, se il sindaco Mauro Peretto ha chiesto un sollecito intervento della Provincia.
«Abbiamo riscontrato notevoli danni idrogeologici - spiega il primo cittadino di Settimo Vittone - perché i cinghiali devastano ed ostruiscono le rogge (ruse), utilizzate per l'irrigazione e per rallentare la discesa dell'acqua in caso di pioggia. Sulla montagna c'è poi un certo tipo di flora che può essere danneggiata irrimediabilmente.
«Ma non possiamo fare nulla - protesta il sindaco Peretto -. Ed è un gran caos. Da una parte ci sono cacciatori che non ammazzano i cinghiali, dall'altra ecologisti che li proteggono, e poi ci siamo noi amministratori con le mani legate. Nella vicina Val d'Aosta, invece, sono riusciti a contenere il numero dei cinghiali con l'apertura per tutto l'anno della caccia. Se nella Regione Autonoma sono riusciti a tamponare il problema, non comprendo perché in Piemonte si possa cacciare solo nel periodo invernale. Evidentemente manca la volontà politica di risolvere il problema».
E gli alpigiani protestano in coro per i danni rilevati nei loro alpeggi, per i quali percepiranno risarcimenti minimi dalla Provincia. «Se i cinghiali ci danneggiano un'area di 100 metri quadri - lamentano i margari -, dove normalmente pascolano 30 capi di bestiame, la Provincia ci risarcisce con 80 euro. Una cifra ridicola». (c.b.)