Il mio ‘doppio' stage presso la Sentinella
La mia esperienza di stagista presso la redazione della Sentinella del Canavese è avvenuta in due momenti. Un primo periodo, dal 4 ottobre 2004 al 29 novembre 2004, ed un secondo periodo, dal 15 febbraio 2005 al 3 maggio 2005.
Il 4 ottobre, quando sono entrata nella redazione, non era la prima volta che mettevo piede in un giornale: ero già stata, proprio alla Sentinella, qualche mese prima. Certo, era la prima volta che mi presentavo per fare uno stage. Ricordo di essermi sentita un po' in imbarazzo. Era un luogo nuovo per me, anche perché la mia unica esperienza di stage si riferiva alla scuola elementare. La prima cosa che mi ha colpita è stato il clima tranquillo e sereno che si respirava in redazione. Il mio stage, che mi ha permesso di sperimentare da vicino il mondo del lavoro, era osservativo.
Perché ho scelto la redazione di un giornale? Ci sono diversi motivi. Principalmente per orientarmi nella scelta dell'Università, poi perché trovo il lavoro del giornalista molto affascinante.
Il mio compito era principalmente di osservare i giornalisti all'opera, ma talvolta aiutavo a fare i titoli (anche se la mia abilità era veramente minima), rileggevo gli articoli per assicurarmi che fosse tutto a posto, e alla fine delle elezioni regionali ho aiutato a raccogliere dati riguardanti il voto in Canavese.
In realtà io non conoscevo molto bene, prima di questa esperienza, il mondo gionalistico; la mia conoscenza era limitata alla fiction di "Superman", in cui Clark Kent non stava mai in redazione a scrivere. La realtà, invece, mi ha fatto vedere che il lavoro del giornalista è più complicato. Prima di scrivere un articolo, bisogna, per esempio, fare diverse telefonate, accertarsi della fonte, perchè, se si sbaglia, il lettore recrimina l'errore. Solo alla fine, quindi, si scrive l'articolo.
Inoltre, ho imparato che è molto importante la sistemazione degli articoli sul "menabò", che è il "mattone" su cui si costruisce ogni pagina del giornale: bisogna rispettare l'ingombro pubblicitario, scegliere la notizia di "apertura" e poi le altre notizie della pagina.
Cosa mi lascia questa esperienza? Mi lascia molti dubbi su me: cosa farò da grande? Il giornalista come lavoro mi interessa, ma non so se ne sarò capace. Anche quello dell'insegnante è un lavoro che trovo affascinante, legato alla mia prima esperienza di stage. Quindi, se dovessi scegliere ora, mi troverei in difficoltà. Per fortuna, non devo decidere oggi ed ho ancora cinque anni di Università per farmi un'idea più chiara.
L'unica "cosa" che non mi piace del giornalista è l'uso del computer, perchè io non ho un buon rapporto con questo mezzo tecnologico, anche se proprio lo stage nella redazione della Sentinella mi ha fatto venire la curiosità e la voglia di imparare ad usarlo.
Giudico la mia esperienza di stage molto positiva. Infatti, ora, leggendo un articolo, ho la consapevolezza del lavoro fatto per scriverlo.
Anna Ferrara