‘Patentino' nelle scuole, addio

IVREA. Patentino nelle scuole, addio. E' una doccia fredda per scuole, studenti e famiglie la circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che decide, senza alcun preavviso, la "sospensione delle sedute di esami per il conseguimento del CIG svolte presso le sedi degli istituti scolastici". Il motivo? Semplice: non ci sono soldi per pagare le spese di benzina e di viaggio ai commissari.
E allora, chi proprio ci tiene ad avere il tanto sospirato "patentino" dovrà andare a sostenere l'esame presso l'Ufficio della Motorizzazione di Torino. Con spese a carico, ovviamente, delle famiglie. A meno che non intervenga la scuola (ma con quali soldi?).
Immediata la reazione dei docenti-istruttori e dei dirigenti scolastici di Ivrea e dell'Eporediese che minacciano di non organizzare più, per gli anni a venire, i corsi di preparazione agli esami, senza impegni precisi e senza una chiara copertura finanziaria da parte del ministero. In una nota di protesta - di cui s'è fatto promotore il preside della scuola media Da Vinci, e subito sottoscritta anche dai dirigenti scolastici del liceo scientifico Gramsci e delle scuole medie Pertini di Banchette, Fermi di Burolo e Palma di Settimo Vittone - si sottolinea quanto sia «poco corretta tale decisione in quanto sin dall'inizio del corrente anno scolastico le scuole si sono attivate presso gli allievi e le rispettive famiglie per far sì che aderissero all'iniziativa. Ci chiediamo, inoltre, quanto sia educativo per gli allievi comunicare loro, oggi, che nonostante l'impegno profuso nello studio e nonostante i versamenti già effettuati, non si svolgerà più l'esame presso le scuole di appartenenza bensì a Torino».
«Alla luce di quanto brevemente esposto - prosegue la lettera di protesta dei presidi -, si comunica che per il prossimo anno scolastico difficilmente le sottoscritte istituzioni scolastiche organizzeranno tali corsi, salvo precise e formali assicurazioni per quanto riguarda sia le coperture finanziarie, sia precisi impegni da parte della Motorizzazione».
E le famiglie? Come prenderanno la decisione del ministero dei Trasporti? «La prenderanno male - è sicuro il preside Nicolò Zero -. Vedersi affibbiare all'ultimo momento, dopo aver già effettuato i versamenti richiesti per l'esame, anche le spese di viaggio, certo non è bello. La verità è che, alla fine, siamo noi presidi a "giocarci" la faccia davanti ai ragazzi e alla famiglie. Questo non è un modo di operare corretto e responsabile».
«D'altra parte - prosegue Zero - personalmente ho sempre avuto forti perplessità su questi corsi, sin dall'inizio. Sull'educazione stradale siamo tutti d'accordo e le scuole da anni la insegnano, ma le mie perplessità sul progetto del "Patentino" erano e sono molte. La prima riguarda l'età: non tutti i nostri allievi compiono i 14 anni in terza media. E questo crea tra i ragazzi situazioni di chiaro disagio e sensi di esclusione. Allora, perchè non spostare l'esame direttamente in prima superiore?».
Altro aspetto discutibile, di scarsa coerenza o di non piena completezza educativa, secondo il preside Zero, sta nel fatto che quasi tutti gli allievi si vedono consegnare un "Patentino", senza però aver mai guidato un motorino: «E' così, purtroppo; manca del tutto la prova pratica. Qui andrebbero direttamente coinvolti gli esperti di Scuola Guida. E' assolutamente necessario un loro intervento. L'educazione stradale non è soltanto conoscere e rispettare le norme in vigore, ma anche apprendere le tecniche di guida». Solo che gli esperti costano, e allora...
Infine, la copertura finanziaria dei corsi: «Le scuole non possono farsi carico dell'iniziativa anche sotto l'aspetto economico - sottolinea, categorico, Zero -; è troppo per le nostre casse. Lo scorso anno il ministero ha coperto solo un terzo delle spese da noi sostenute. E questo non possiamo davvero permettercelo. Anche perchè le scuole hanno molte altre spese, come, ad esempio, la Tarsu, per la quale la media Da Vinci dovrà sborsare al Comune circa 6.500 euro». (p.b.)