Noti i firmatari ma riserbo sull'ideatore

IVREA. C'è già aria di campagna elettorale e la Casa delle Libertà dà fuoco alle polveri. Affida ad una serie di manifesti uno spunto di riflessione agli elettori di sinistra che, in sintesi, suona così: siete sicuri di sentirvi ancora rappresentati dall'attuale maggioranza? Il ‘casus belli', è stato originato dall'ennesima notizia di un membro della maggioranza indagato dalla magistratura.
I manifesti elencano i guai giudiziari di alcuni appartenenti alla maggioranza guidata dal diessino Fiorenzo Grijuela. Non si fanno nomi, ma si citano le fonti (i giornali, naturalmente) e, altrettanto ovviamente, non serve essere esperti di enigmistica per capire a chi la Casa delle Libertà si riferisca. C'è un ex consigliere comunale indagato per truffa nel proprio lavoro; c'è una consigliera di maggioranza coinvolta nell'inchiesta di Forum; c'è il direttore dell'Scs colpito da una recente condanna e, infine, ultimo dell'elenco, un assessore che, in qualità di segretario comunale di un paese dell'Eporediese, deve rispondere di abuso d'ufficio.
Insomma: se il primo caso non aveva superato il livello del pettegolezzo, l'ultimo scatena invece la redazione di un manifesto che compare dappertutto in città, compreso negli spazi destinati alla propaganda per i referendum anche se con la procreazione assistita non c'entra assolutamente niente. Su questo punto, Angelo Spiller, segretario Udc di Ivrea, nella cui azienda è stato confezionato il manifesto (come si legge sullo stampato), dice: «Abbiamo pagato regolarmente le affissioni, chiedete pure all'ufficio. Se poi qualcuno ha appeso anche fuori dagli spazi prestabiliti non so».
Ma perchè un manifesto "sugli inquisiti"? Spiller, da qualcuno additato come ideatore dell'iniziativa, dice: «A parte il fatto che, in molti, in questo periodo, mi mettono in tutte le salse e mi attribuiscono idee anche quando non sono mie, non ci vedo niente di strano in quel manifesto. Come forze della Casa delle Libertà e liste civiche ci siamo incontrati la scorsa settimana e, all'unanimità, abbiamo deciso di sottoscrivere questo manifesto». In realtà, si è ‘sfilato' dall'iniziativa Mario Raio di Uniti per la Comunità e, in consiglio comunale ad Ivrea, anche rappresentante dell'Udc. Spiller spiega semplicemente: «E' giusto che la gente sappia, tutto qui. Non mi pare una situazione molto normale. Se quanto accaduto ad Ivrea fosse proiettatato in un altro Comune ci sarebbe già stato un gran baccano. Qui, invece, niente». Un'Ivrea sprofondata nel torpore, quindi, quasi indifferente a ciò che accade.
Anche Maria Laura Pescatori, leader della Lega, la pensa così: «Ci vuole una presa di coscienza della gente che deve sapere e pensare. Di alcune cose si deve parlare e non fare finta di niente». Pescatori sottolinea che i processi vanno celebrati nei tribunali nella piena autonomia della magistratura, certo, ma non si può non tenere conto dei fatti quando di mezzo ci sono persone che hanno avuto un mandato dagli elettori. «Non si può non notare - osserva - che in questo periodo più persone sono sotto l'occhio della magistratura».
Paolo Debernardi, consigliere comunale di Alleanza Nazionale, precisa di avere aderito alla pubblicazione del manifesto anche se non è stata un'idea propria. Sottolinea anche come «La magistratura debba completare il suo corso ed accertare se esistano responsabilità». Su una cosa, però, Debernardi ha le idee chiare: una sua proposta da estendere agli altri colleghi della minoranza consiliare. Di che si tratta? «Di un'interpellanza da presentare al presidente del consiglio comunale, Paolo Carra, con la quale si chiede che, in un'eventuale procedimento penale nei confronti di ex e attuali responsabili di Forum - spiega - ci si costituisca parte civile per essere risarciti del danno». La proposta di Debernardi è addirittura rilanciata dall'Udc. Sottolinea Spiller: «Io invito tutti i Comuni soci di Forum a fare altrettanto. E' giusto che gli enti pubblici siano soci e intervengano con i soldi dei cittadini, ma è anche giusto che, se qualcuno è responsabile e arreca un danno, paghi e restituisca i soldi dei contribuenti». (ri.co.)